Il presidente del Senato: cori fascisti? Solo folklore
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dichiarato di essere sicuro che il governo attuale richiederà almeno un secondo mandato, manifestando fiducia nel fatto che al Meloni seguirà un Meloni II. Riguardo a una possibile candidatura al Colle, ha chiarito: «Dimenticatevi che lo voglia fare, la conosco. Ci abbiamo anche scherzato sopra. Non ci pensa proprio, neanche lontanamente», riporta Attuale. Nel programma del governo, il premierato rimane una riforma prioritaria. «Se c’è la volontà politica, si può fare. Se poi non ci si arriva, c’è la legge elettorale. Però penso che la volontà ci sia, è nel programma. È la forza di questo governo realizzare ciò che ha promesso. Con il premierato sarà necessario adeguare anche la legge elettorale», ha avvertito.
La riforma della giustizia
La Russa ha anche anticipato che voterà sì al referendum sulla giustizia, sottolineando che «la parte meno importante è proprio la separazione delle carriere». Ha suggerito che si sarebbe potuto puntare di più sul cambiamento del Csm, che dovrebbe essere assoggettato al sorteggio. «L’ho detto l’altro giorno a Carlo Nordio, a pranzo. Capisco che la separazione è simbolica, ma conta meno del resto. Il vero obiettivo, mi ha confermato, è limitare le correnti con il sorteggio e assoggettare i giudici a un controllo disciplinare terzo». Ha inoltre aggiunto: «Giorgia non vorrebbe mai un assoggettamento dei pm al governo, che pure in altri Stati c’è. Se qualcuno anche solo lo prospettasse, in futuro, sarei ferocemente contrario».
I cori fascisti
Riguardo ai cori fascisti, La Russa ha dichiarato che Fratelli d’Italia esiste da 13 anni e si è chiesto: «Di questi episodi, quanti? Due? Cinque? Mai i nostri giovani hanno impedito ad altri di parlare in scuole o Università. Mai hanno aggredito agenti o, che io sappia, avversari politici. Sono solo episodi di folklore neofascista sbagliati e utili solo ai nostri avversari». Ha anche rivendicato che a Parma «sono stati commissariati prima che la notizia venisse alla luce». Concludendo, ha affermato: «Io non voglio impiccare nessuno, ma voglio spiegare a questi ragazzi che la reazione a questo antifascismo violento o di maniera non può essere il folklore neofascista. È quello che ci disse Almirante già nel 1979. Sarebbe sbagliato, da stupidi e controproducente, continuare a usare nostalgie, canzoni e segni distintivi del fascismo nelle nostre sedi. Allora come oggi è al futuro che bisogna saper guardare».