Tripoli arresta Almasri per tortura, Meloni: “Sapevamo tutto”

05.11.2025 23:45
Tripoli arresta Almasri per tortura, Meloni: "Sapevamo tutto"

Roma, 5 novembre 2025 – La Libia ha arrestato il torturatore Osama Njeem Almasri, ricercato dalla Corte penale internazionale per gravi reati. Almasri era già stato arrestato e poi liberato dall’Italia tra il 19 e il 21 gennaio scorso per questioni procedurali contestabili e, una volta rilasciato, rimpatriato con un volo dei servizi segreti direttamente tra le braccia dei suoi sostenitori a bordo pista. Questa scelta, risalente a motivi di politica mediterranea, è oggi considerata “grottesca”, secondo quanto dichiarato dal portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, che si è detto scandalizzato per la rinuncia italiana “agli obblighi di cooperazione con la Cpi”, riporta Attuale.

L’incriminazione di Almasri, disposta dalla Procura generale di Tripoli e accompagnata da detenzione preventiva, riguarda i crimini commessi nel carcere di Mitiga, un luogo di sofferenza per molti migranti approdati in Italia, dove la mancata consegna del torturatore alla Procura dell’Aja ha generato sconcerto. Almasri è accusato di tortura, sevizie, violenza sessuale e omicidio.

L’indagine archiviata in Italia

Le autorità libiche hanno ristretto le indagini a dieci casi, sufficienti per giustificare l’arresto di Almasri, tornato in Libia grazie all’Italia. A dieci giorni dall’archiviazione dell’indagine che coinvolge il sottosegretario Alfredo Mantovano, il Guardasigilli Carlo Nordio e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’arresto di Almasri riaccende le polemiche circa la gestione giuridico-politica della situazione italiana. Le controversie riguardano anche l’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusy Bartolozzi, indagata per presunte “false comunicazioni” ai pm, con il governo che potrebbe estenderle l’immunità.

Opposizioni all’attacco

Questa è una figura vergognosa a livello internazionale che il governo deve riconoscere e per cui deve scusarsi con gli italiani”, ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. “Che umiliazione, ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico? Il governo dovrebbe dimettersi immediatamente”, ha suggerito il leader M5s Giuseppe Conte. “Un po’ di vergogna no?”, ha commentato Nicola Fratoianni (Avs). Matteo Renzi (Italia Viva) ha sottolineato l’imbarazzo della situazione, affermando che “la giustizia libica sta dimostrando a Meloni e Nordio come si fa”.

Palazzo Chigi: “Sapevamo del mandato di arresto libico”

Fonti di Palazzo Chigi cercano di ribaltare la narrazione, affermando che “l’esecutivo italiano era a conoscenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura di Tripoli nei confronti di Almasri” già dal 20 gennaio 2025, praticamente in concomitanza con il mandato di cattura della Cpi. Secondo queste fonti, il governo avrebbe disposto “l’immediata espulsione in Libia”, ma Almasri non è stato imprigionato, bensì festeggiato al suo ritorno. Il ritardo nell’arresto, avvenuto a dieci mesi di distanza, sarebbe attribuibile al “ridimensionamento” della milizia di Almasri e all’attenzione del governo libico verso nuovi “obiettivi interni”, dopo gli scontri seguiti all’uccisione di Abdelghani Gnewa Al Kikli.

La risposta del Pd sostiene che l’esecutivo “si arrampica sugli specchi”, e Riccardo Magi (+Europa) ha definito queste “ultime dichiarazioni” come un “altro mattone” frutto del “castello di falsità” legato alla mancata consegna del generale alla Cpi. “Eravamo rimasti a Giorgia Meloni che voleva imporre la supremazia del diritto italiano su quello europeo, e ora assistiamo a un governo che afferma che la giustizia libica ha il primato su quella italiana, europea, internazionale”, ha affermato Magi. I legali delle vittime di Almasri, rifugiate in Italia, si sono detti “sconcertati” dalla mancata cooperazione italiana con la Cpi. “Depositeremo a breve una richiesta di risarcimento”, ha anticipato Angela Bitonti, legale di una testimone delle violenze, indirizzando la richiesta alla Presidenza del Consiglio e ai ministri coinvolti.

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