Papa Leone XIV: il nuovo pontefice e le sfide della Chiesa moderna
Il 8 maggio scorso, Robert Prevost è stato proclamato Papa Leone XIV, diventando il primo pontefice statunitense nella storia, con radici europee e latinos. Con un passato da missionario in Perù e un ruolo come prefetto del Dicastero per i vescovi, Prevost ha scelto di non legarsi a un singolo predecessore, dicendo di volere essere un successore di Pietro. La sua presentazione dalla loggia centrale di San Pietro è stata segnata da un mix di sorrisi e lacrime, riporta Attuale.
Papa Leone XIV, descritto nel saggio Papa Leone XIV di Osvaldo Baldacci, è ancora relativamente sconosciuto al grande pubblico, nonostante la sua carriera ricca di esperienze. Baldacci esplora la formazione del nuovo pontefice e il suo approccio a questioni contemporanee come le disuguaglianze sociali, il cambiamento climatico e la crisi della fede in Occidente. Il libro è disponibile in edicola con il quotidiano QN il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, al prezzo di 9,90 euro, oltre il costo del giornale.
La biografia di Prevost è caratterizzata da un’ampia formazione, includendo studi in Matematica, Teologia e Diritto Canonico, nonché una passione per lo sport. Il volume narra anche aneddoti personali, come il derby di baseball giocato con la madre, tifosa dei Chicago Cubs, mentre lui sosteneva i White Sox, e la sua dedizione al tennis. Baldacci propone un ritratto di un uomo di fede che si trova ad affrontare interrogativi cruciali sul futuro della Chiesa e sulla sua capacità di unire i fedeli, continuando le riforme avviate da Francesco.
Nell’arco dei primi mesi di pontificato, Leone XIV ha già fornito segnali sul suo approccio. Con l’esortazione Dilexi te, ha posto i poveri al centro della missione ecclesiastica. Il suo primo motu proprio ha proseguito il percorso di depotenziamento dello Ior, mentre in ambito ecumenico ha condiviso un momento di preghiera con il re d’Inghilterra, simbolo della Chiesa anglicana. Sebbene abbia rivitalizzato la diplomatia vaticana e recuperato un orientamento filoatlantista, non ha adottato posizioni fortemente schierate, come quelle trumpiane. La celebrazione di una messa con rito tridentino a San Pietro non ha comportato l’abrogazione delle restrizioni sull’antica liturgia imposte dal suo predecessore. I membri della Curia rimangono per lo più quelli nominati durante il pontificato di Bergoglio, lasciando aperti interrogativi sulle sue future direzioni, come evidenziato da Baldacci.