Juan Carlos I di Spagna, ex re in autoesilio ad Abu Dhabi, ha rotto il silenzio dopo cinque anni per condividere la sua versione dei fatti sui 39 anni di regno e sulla sua vita in un libro di memorie. La pubblicazione viene in un momento delicato, sfidando le obiezioni della casa reale, la disapprovazione della consorte Sofia e le resistenze del governo di Pedro Sánchez. Tra i dettagli più personali, Juan Carlos ricorda la tragedia di un colpo di pistola che uccise il suo fratello Alfonso nell’infanzia: «Ho perso un amico. Con lui la mia vita sarebbe stata meno triste», riporta Attuale.
Memorie scritte per la riconciliazione
Nel suo libro intitolato Riconciliazione, composto da 500 pagine, Juan Carlos si scusa con Sofia, regina tradita, e affronta il controverso episodio della caccia all’elefante in Botswana, definito un errore. Critica l’intransigenza del figlio Felipe VI, che gli ha tagliato gli emolumenti e lo ha invitato a mantenere le distanze per proteggere la corona: «Sono l’unico spagnolo senza pensione dopo 40 anni di lavoro».
Il legame con Franco
Juan Carlos evidenzia la sua stretta relazione con Francisco Franco, affermando: «Sono diventato re grazie a lui». Racconta di essere stato al capezzale del dittatore al momento della sua morte: «Altezza, le chiedo una sola cosa: mantenga unito il Paese», furono le sue parole.
Riconquista della democrazia
Due anni dopo, nel 1977, la Spagna tenne le prime elezioni democratiche e nel 1978, con un referendum, approvò l’attuale Costituzione, ponendo le basi per una monarchia parlamentare. Juan Carlos si attribuisce il merito, affermando: «Dopo 40 anni di dittatura, ho dato agli spagnoli una democrazia che non è caduta dal cielo ed è ancora viva».
Scandali e giustificazioni
Con quasi 88 anni da compiere, Juan Carlos ha un obiettivo principale: non lasciare che altri «rubino» la sua storia. Tuttavia, deve affrontare il biasimo pubblico per vari scandali finanziari e le inchieste, tutte archiviate. Esclude di aver avuto una relazione con Lady D, affermando: «Ma quando mai? Era così fredda e distante». Riguardo a un generoso dono di 100 milioni di dollari da parte del re dell’Arabia Saudita, sottolinea: «Non una tangente, ma una prodigalità fra monarchi».