Frodi tra le vittime degli attentati di Parigi: un fenomeno preoccupante
Nel dicembre del 2015, Laura Ouandjli dichiarò alla polizia francese di essere stata ferita al bar Carillon, uno dei locali colpiti durante gli attentati terroristici di Parigi, in cui persero la vita 130 persone. Tuttavia, le indagini rivelarono incongruenze nelle sue affermazioni, poiché aveva descritto un’esplosione in un luogo dove furono utilizzate solo armi da fuoco. Precedentemente già accusata di truffa, nel dicembre del 2016 fu condannata a un anno di carcere per essersi finta una vittima, cercando di ottenere un risarcimento dal fondo pubblico francese per le vittime di terrorismo, riporta Attuale.
Il caso di Ouandjli non rappresenta un’eccezione. Le indagini successivamente condussero a oltre quindici condanne per frode, tentata truffa o falsa testimonianza, in un contesto in cui le storie delle vere vittime ricevono un’attenzione mediatica significativa.
Alexandra Damien, cliente abituale del Carillon, affermò che la cicatrice sul suo gomito era il risultato di un colpo di fucile ricevuto durante l’attacco, mentre in realtà era dovuta a un incidente di kitesurf. Si era iscritta a Life for Paris, l’associazione dedicata alle vittime degli attentati, e anche lei tentò di ottenere un risarcimento dal FGTI. Scoperta, nel 2018 fu condannata a due anni di carcere, di cui 18 mesi sospesi, per falsa testimonianza e truffa, avendo ottenuto indebitamente 20mila euro e beneficiato di un percorso di psicoterapia finanziato dall’associazione.
Il giornalista Alexandre Kauffmann ha documentato queste frodi nel libro La mythomane du Bataclan, in cui descrive come molte persone si siano riversate nei forum online per condividere le loro esperienze. Un caso controverso è quello di Florence Munjault, nota come Flo Kitty, che si è fatta passare per una vittima, ottenendo in tal modo un risarcimento di 25mila euro con documenti falsificati. Condannata a quattro anni e mezzo di carcere, Munjault aveva precedentemente tentato di ottenere un alloggio popolare, riservato alle vittime.
Altre due persone, Sasa Damjanovic e Vera Vasic, furono condannate nel 2016 per aver truffato il FGTI, sostenendo di essere stati feriti durante gli attacchi fuori dallo Stade de France, incassando 60mila euro. Inoltre, Cedric Rey fu condannato a due anni di carcere nel 2017 per aver mentito, dichiarando di essere stato presente al Bataclan. La sua storia, priva di veridicità, dimostra l’entità del problema delle false vittime.
La situazione attuale ha sollevato interrogativi su come affrontare le frodi legate a eventi tragici, in mezzo a una necessaria attenzione per le reali vittime e le loro famiglie.