Capobianco propone ‘Salva Impresa’ per trasformare gli ammortizzatori sociali durante la XV Assemblea Nazionale Conflavoro

12.11.2025 20:05
Capobianco propone ‘Salva Impresa’ per trasformare gli ammortizzatori sociali durante la XV Assemblea Nazionale Conflavoro

Riforma degli Ammortizzatori Sociali: La Richiesta di Conflavoro

Roma, 12 novembre 2025 – La richiesta di Conflavoro si concentra su una riforma che trasformi gli ammortizzatori sociali da ultima spiaggia a trampolino di rilancio per imprese e lavoratori. Il Presidente Roberto Capobianco, rieletto per un nuovo mandato quinquennale, ha delineato tre assi del piano Salva Impresa: prima di tutto, una cassa integrazione attiva, dove lo Stato sostiene i contributi e i lavoratori rimangono in azienda senza compromettere la produttività; in secondo luogo, una liquidità immediata, senza lungaggini burocratiche né dinieghi bancari, per saldare i creditori e rilanciare l’attività; infine, un’indennità di rischio imprenditoriale di due anni per l’imprenditore e la sua famiglia, in caso di mancato rilancio, come avviene con la NASpI per i lavoratori disoccupati, riporta Attuale.

Capobianco ha ribadito l’importanza di una riforma necessaria per affrontare un sistema che non è più sostenibile: nel triennio 2023-2025, la Cassa Integrazione Guadagni ha assorbito oltre 1,5 miliardi di ore di sospensione lavorativa, con un incremento del 46% in due anni. Inoltre, il costo diretto per l’INPS è aumentato da 3,02 miliardi nel 2023 a 4,41 miliardi nel 2025, totalizzando 11,15 miliardi di euro nel triennio. A questa cifra si aggiungono 7,5 miliardi di contributi non versati e oltre 3 miliardi di mancate entrate fiscali, generando un impatto economico complessivo di 18,2 miliardi di euro.

“Nello stesso periodo, il costo della NASpI ha raggiunto i 35,1 miliardi di euro, quasi il doppio della prossima Manovra”, ha continuato Capobianco. “Questo modello è insostenibile: assorbe risorse pubbliche crescenti mentre diminuisce la produttività delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. È fondamentale una riforma coraggiosa che renda la cassa integrazione uno strumento attivo e restituisca centralità a chi produce e crea lavoro. Non possiamo continuare a sostenere solo chi perde il lavoro; un Paese che non tutela chi crea rischia di indebolirsi, indebolendo così l’intera economia.”

Capobianco ha concluso sottolineando l’importanza del piano Salva Impresa: “Vogliamo restituire dignità, fiducia e futuro a chi ogni giorno affronta rischi per mantenere viva l’economia.”

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