Alta tensione nei Caraibi: Maduro schiera l’esercito per resistere alle minacce americane

13.11.2025 07:45
Alta tensione nei Caraibi: Maduro schiera l’esercito per resistere alle minacce americane

Tensione ai Caraibi: l’arrivo della portaerei Usa USS Gerald Ford provoca reazioni in Venezuela

DALLA NOSTRA INVIATA
BELÉM – La tensione nei Caraibi ha raggiunto livelli elevatissimi con l’approdo della mega-portaerei americana USS Gerald Ford, la più grande dell’arsenale navale statunitense, che si prepara a unirsi al suo gruppo d’attacco composto da oltre quattromila marinai e decine di aerei da combattimento. «Sono ore decisive per il mio Paese, quello che sta succedendo non è solo un fatto nazionale, ma un punto di svolta per tutta l’America latina», ha dichiarato ieri dalla clandestinità la leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado durante un evento in videoconferenza a Miami, riporta Attuale.

Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro, non riconosciuto da gran parte della comunità internazionale a causa delle irregolarità elettorali, ha risposto mobilitando l’esercito e i «volontari»: oltre 200 mila uomini secondo Caracas, una cifra significativamente più bassa secondo gli analisti. Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, una figura chiave del regime, ha dichiarato lo stato di allerta generale e attivato un piano di difesa integrale per proteggere «infrastrutture sensibili come elettricità, acqua, gas, scorte alimentari, stazioni di servizio, trasporti e le principali vie di comunicazione».

Il Venezuela si starebbe preparando a un’invasione americana, replicando una strategia di guerriglia simile a quella che si rivelò efficace in Vietnam. Secondo le notizie diffuse dalla televisione di Stato, Caracas è pronta a una «resistenza prolungata», con piccole unità militari impegnate in azioni tattiche e sabotaggi in oltre 280 punti del vasto Paese. Nella regione riaffiorano paure e minacce da guerra fredda: Mosca, alleata strategica di Caracas, ha già inviato le prime forniture per rafforzare i sistemi aerei del Venezuela.

Le Nazioni Unite hanno espresso «profonda preoccupazione» per le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, sollecitando un’iniziativa diplomatica per una de-escalation. Tali preoccupazioni sono state amplificate al vertice dell’Onu sul clima in corso a Belém, in Brasile, dove martedì il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha criticato aspramente i bombardamenti ordinati dal presidente Donald Trump su presunti natanti narcos, che hanno causato la morte di almeno 76 persone al largo delle coste venezuelane. «È stato agghiacciante vedere l’esercito statunitense far esplodere navi senza alcuna trasparenza, senza consultarsi e avere il consenso del Congresso degli Stati Uniti. Che fine ha fatto il giusto processo? Che fine ha fatto lo Stato di diritto?», ha affermato Newsom, probabilmente già proiettato verso le presidenziali del 2028.

Maduro, nella sua strategia di ricerca di nuovi alleati internazionali, ha inviato una lettera aperta ai capi di Stato e di governo della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi, riuniti in Colombia, denunciando le minacce alla sovranità del Venezuela e lanciando un appello per unire gli sforzi a difesa dell’America Latina come zona di pace. «Il Venezuela non accetterà nessun tipo di controllo», ha scritto Maduro. «Non accettiamo che sotto eufemismi come “sicurezza” o “lotta al narcotraffico” si cerchi di imporre la vecchia Dottrina Monroe, mirata a trasformare la nostra America in teatro di invasioni e colpi di Stato per “cambiare regime” e appropriarsi delle nostre immense ricchezze e risorse naturali».

1 Comment

  1. Che situazione inquietante! Sembra che la geopolitica si stia intrecciando di nuovo in modi che non avremmo mai voluto vedere. Non posso fare a meno di pensare a quanto sia fragile la pace negli anni recenti… Speriamo che si riesca a trovare una soluzione diplomatica prima che sia troppo tardi. La guerra non porta mai nulla di buono.

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