Nella notte tra l’11 e il 12 novembre 2025, un drone non identificato ha sorvolato la stazione ferroviaria di Mulhouse, dove si trovava un convoglio di carri armati Leclerc. L’apparecchio ha effettuato più passaggi sopra la stazione, inducendo il personale di sicurezza a lanciare l’allarme. Pochi minuti dopo, la polizia ha intercettato il drone anche nei pressi del commissariato centrale, osservando almeno due voli di ritorno. Le autorità francesi hanno avviato un’indagine sull’accaduto.
Crescente attività di droni vicino a infrastrutture critiche europee
Negli ultimi mesi, paesi come Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio e Paesi Bassi hanno registrato ripetuti avvistamenti di droni vicino a basi militari, aeroporti e infrastrutture strategiche. Tra settembre e ottobre 2025, tali incursioni hanno provocato la chiusura temporanea dello spazio aereo a Copenhagen, Oslo e Monaco, anche durante eventi di massa come l’Oktoberfest. Sebbene la provenienza dei droni non sia stata ufficialmente confermata, molti esperti ritengono che si tratti di operazioni coordinate di origine russa mirate a esercitare pressione psicologica e raccogliere informazioni di intelligence.
Precedenti episodi e reazioni internazionali
Un caso emblematico si è verificato il 9 novembre 2025, quando tre droni sconosciuti sono stati rilevati sopra la centrale nucleare di Doel in Belgio. Questi eventi hanno spinto le autorità belghe ad ampliare i poteri del National Air Security Center (NASC), mentre il Regno Unito ha inviato forze e mezzi per rafforzare la difesa.
Droni come strumento di pressione strategica
L’incidente di Mulhouse evidenzia l’interesse per i trasporti militari e la capacità di compromettere la sicurezza di obiettivi ben protetti. Pur non essendo state raccolte prove dirette del coinvolgimento russo, il pattern dell’azione si inserisce nella strategia russa di utilizzare mezzi indiretti — come attacchi informatici, operazioni di disinformazione e sorvoli di droni — per testare le reazioni occidentali e aumentare la pressione sui partner NATO. L’incremento degli ingressi di droni è interpretato anche come risposta di Mosca alle misure europee di sostegno all’Ucraina, comprese le decisioni di impiegare asset congelati.
Iniziative europee per il controllo dello spazio aereo
Di fronte alla crescente minaccia dei droni, l’Unione Europea ha avviato il progetto “muro contro i droni”, volto a creare un sistema unico di protezione dello spazio aereo europeo. L’iniziativa, annunciata da Ursula von der Leyen a settembre 2025, si basa anche sull’esperienza ucraina nel contrasto alle incursioni di droni.
Coordinamento NATO e rafforzamento della difesa
Gli eventi in Belgio, Germania e Francia hanno spinto i membri dell’UE e della NATO a intensificare la cooperazione difensiva. Sono stati ampliati gli scambi informativi e le competenze dei centri di comando aereo per monitorare i droni, prevenire ulteriori incursioni e consolidare una rete comune di difesa contro possibili minacce ibride.
Non si può credere a ciò che sta accadendo! I droni si aggirano come se nulla fosse, mentre noi viviamo nel terrore. A quando un po’ di sicurezza in più? Davvero incredibile pensare che siamo in questo punto, come se i film di fantascienza stessero diventando realtà… La Europa deve fare di più, ma chi ascolta?