Orlando Bloom in Bangladesh: crisi umanitaria nei campi per i Rohingya minaccia i diritti dei bambini
GINEVRA – Il Goodwill Ambassador dell’UNICEF, Orlando Bloom, ha recentemente concluso una missione in Bangladesh per valutare l’impatto dei significativi tagli agli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) su oltre mezzo milione di bambini nei campi per i Rohingya di Cox’s Bazar. Durante il suo soggiorno di quattro giorni, Bloom ha incontrato bambini, famiglie e operatori umanitari, evidenziando le gravi sfide finanziarie che minacciano l’istruzione, la salute, la protezione e la sopravvivenza dei giovani rifugiati nel più grande campo profughi del mondo, riporta Attuale.
“I bambini in questi campi dipendono al 100% dagli aiuti, che purtroppo si stanno riducendo”, ha dichiarato Bloom. “Ho incontrato Aziz, 14 anni, che sogna di diventare ingegnere per costruire un drone e mostrare al mondo quanto aiuto abbiano bisogno i bambini Rohingya. Questi bambini necessitano di un’istruzione per poter costruire un futuro”. L’UNICEF ha dovuto chiudere temporaneamente la maggior parte delle scuole a causa della mancanza di fondi, impattando quasi 150.000 bambini; purtroppo, una nuova riduzione della disponibilità di fondi all’inizio del 2026 rischia di far chiudere nuovamente tutte le scuole, esponendo oltre 300.000 ragazzi a una crisi educativa.
Bloom ha anche parlato con Husna, 15 anni, che sta studiando in una scuola sostenuta dall’UNICEF, sottolineando l’importanza della scuola come opportunità per evitare il matrimonio precoce, che colpisce molte ragazze nei campi. “Mantenere le scuole aperte è l’unica possibilità per avere una chance nella vita”, ha aggiunto, evidenziando che la scuola funge da rifugio sicuro contro sfruttamento e violenza.
Oltre all’istruzione, l’UNICEF ha intensificato gli sforzi per garantire acqua potabile e servizi igienici, raggiungendo oltre la metà della popolazione rifugiata. Tuttavia, problemi igienici hanno portato a un aumento del 24% delle malattie della pelle come la scabbia, colpendo mezzo milione di persone nei campi. La sicurezza dei bambini è fortemente compromessa; solo a ottobre, più di 400 bambini Rohingya sono stati vittime di gravi violazioni dei diritti umani, un numero triplo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
“L’insufficienza dei servizi di protezione espone questi bambini a rischi reali di violenza e sfruttamento”, ha affermato Bloom. “Ho ascoltato storie strazianti di bambini recentemente rapiti. La loro sofferenza richiede un’azione urgente e misure protettive”. Durante la sua missione, ha anche incontrato madri di bambini gravemente malnutriti, segnalando un aumento dell’11% dei ricoveri per malnutrizione acuta rispetto all’anno precedente.
L’UNICEF si impegna a fornire trattamento e supporto nutrizionale ai neonati e bambini malnutriti. Tuttavia, senza finanziamenti stabili oltre il 2025, l’accesso a servizi vitali per madri e bambini vulnerabili è a rischio. “Dopo otto anni di crisi, il taglio dei fondi rischia di creare una generazione perduta”, avverte Rana Flowers, Rappresentante dell’UNICEF in Bangladesh. L’agenzia prevede un calo delle entrate globali di almeno il 20% nei prossimi quattro anni, una situazione che mina il futuro di oltre mezzo milione di bambini.
Bloom ha concluso la sua missione sottolineando la gravità della crisi umanitaria nei campi per i Rohingya: “Esortiamo la comunità internazionale a intervenire e sostenere i bambini in difficoltà. Non meritano di essere dimenticati”.