La Cina intensifica le pressioni su Taiwan mentre reagisce alla posizione del Giappone

20.11.2025 14:05
La Cina intensifica le pressioni su Taiwan mentre reagisce alla posizione del Giappone

Ritorsioni cinesi contro il Giappone: un intensificarsi delle tensioni su Taiwan

Il governo cinese ha avviato una dura ritorsione nei confronti del Giappone a causa di una disputa sulla questione di Taiwan, cercando sia di isolare l’isola a livello internazionale sia di accrescere il nazionalismo tra la popolazione cinese. La Cina, secondo quanto riportato da Attuale, sta preparando i suoi cittadini ad una “nuova fase di pressione contro Taiwan”.

Taiwan, un’isola di circa 23 milioni di abitanti che si autogoverna in modo democratico, è considerata dalla Cina una provincia rivendicata, con Pechino che non esita a minacciare l’uso della forza per il suo dominio. All’inizio di novembre, la nuova prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha dichiarato in Parlamento che un’invasione cinese di Taiwan sarebbe vista dal Giappone come una «minaccia esistenziale», rispondendo militarmente. Questa posizione ha provocato una reazione sproporzionata da parte di Pechino, con insulti diretti a Takaichi e ritorsioni economiche.

Le azioni cinesi comprendono l’avvertimento ai cittadini di non viaggiare in Giappone, l’invio della guardia costiera cinese vicino alle contestate isole giapponesi e il rinvio dell’uscita di film giapponesi. Si segnala anche la sospensione dell’importazione di prodotti ittici giapponesi, con minacce di ulteriori ritorsioni se Tokyo non ritirerà le proprie dichiarazioni considerate errate.

Contemporaneamente, la propaganda cinese sta alimentando il nazionalismo interno, utilizzando il Giappone come nemico retorico, ricordando le invasioni giapponesi della Cina negli anni Trenta, che hanno lasciato ferite profonde. La tale narrative è ulteriormente supportata da programmi televisivi come L’onore silenzioso, che glorificano le azioni delle spie cinesi a Taiwan nel 1949, presentandole come martiri per la causa dell’unificazione.

Le recenti provocazioni militari cinesi nei confronti di Taiwan si stanno intensificando, sebbene non si prevedano attacchi imminenti. Pechino sembra ritenere che il momento sia favorevole per aumentare la pressione su Taiwan e spaventare i suoi alleati, creando condizioni vantaggiose per affrontare possibili scontri futuri.

In questo contesto, il comportamento degli Stati Uniti ha un ruolo chiave. La gestione della questione Taiwan è stata trattata in modo ambiguo durante la presidenza di Donald Trump, mentre il suo successore Joe Biden ha espresso maggiore disponibilità a difendere Taiwan militarmente. Secondo alcune analisi, c’è il rischio che Trump possa tentare di indebolire il legame tra Stati Uniti e Taiwan in cambio di vantaggi commerciali con la Cina.

Per il regime cinese, l’atteggiamento statunitense potrebbe rappresentare un’opportunità per modificare la situazione a proprio favore, aumentando la pressione su Taiwan e minando le sue alleanze. Questo approccio mira a creare “nuovi fatti sul campo”, che potrebbero indebolire ulteriormente Taiwan anche qualora la situazione internazionale migliorasse.

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