Trump chiede risposta all’Ucraina sul suo piano di pace sbilanciato verso la Russia

22.11.2025 11:25
Trump chiede risposta all'Ucraina sul suo piano di pace sbilanciato verso la Russia

Trump chiede risposta all’Ucraina sul piano di pace sbilanciato verso la Russia

Venerdì scorso, Donald Trump ha confermato di attendere una risposta dall’Ucraina entro giovedì prossimo sul piano di pace redatto dalla sua amministrazione in collaborazione con quella russa. Questo piano, giudicato enormemente sbilanciato verso la Russia, soddisfa molte delle richieste del presidente russo Vladimir Putin, incluse quelle territoriali, e impone condizioni che l’Ucraina ha sempre considerato inaccettabili. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che questo è il momento più difficile nella storia del paese, dove deve decidere tra un piano di pace molto svantaggioso e l’opposizione agli Stati Uniti, riporta Attuale.

Redatto alla fine di ottobre dall’inviato speciale del governo russo Kirill Dmitriev e dal rappresentante dell’amministrazione statunitense Steve Witkoff, il piano è stato poi presentato prima al segretario di Stato Marco Rubio e successivamente a Trump. Sebbene il testo non sia definitivo e possa essere modificato in base alle esigenze delle parti, è già stato riportato da alcuni media americani. Il modello adottato si ispira al piano di pace in 20 punti per la guerra a Gaza approvato da Israele e Hamas, sempre su iniziativa di Trump.

Cosa ottiene la Russia
Il piano prevede la cessione di tutto il territorio del Donbas (le regioni di Donetsk e Luhansk, nell’est dell’Ucraina) alla Russia, comprese le aree non ancora conquistate. Inoltre, la Crimea verrebbe riconosciuta come parte della Russia e le nuove linee di confine nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia seguiranno l’attuale linea del fronte, consentendo alla Russia di mantenere i territori occupati.

In aggiunta, la Russia beneficerebbe di un graduale innalzamento delle sanzioni economiche imposte negli anni, riacquistando così l’accesso ai circuiti economici e la possibilità di essere invitata nuovamente agli incontri del G8. Il piano prevede inoltre future collaborazioni economiche tra Stati Uniti e Russia, trasformando i due paesi in partner a lungo termine nel campo delle intelligenze artificiali e dei metalli rari, con progetti di estrazione nell’Artico.

E cosa (non) ottiene l’Ucraina
Per l’Ucraina, l’unico risultato positivo garantito sarebbe la conclusione della guerra; a livello territoriale, il paese sarebbe costretto a rinunciare a quasi tutto, con la Russia che si ritirerebbe solo dalle piccole porzioni di territorio occupato nelle regioni di Kharkiv e Sumy. Inoltre, l’Ucraina dovrebbe accettare la riduzione dell’esercito a un massimo di 600mila uomini, rispetto agli attuali 800-850mila, un netto calo rispetto ai circa 200mila uomini presenti prima del conflitto. Le condizioni di cessione del Donbas e il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea, insieme a una significativa riduzione delle forze armate, sono state considerate inaccettabili dall’Ucraina fino ad ora.

Il futuro dell’Ucraina
Il piano prevede che l’Ucraina inserisca nella sua Costituzione un impegno per non entrare nella NATO, mentre la NATO adotterebbe una clausola che ufficialmente vieti l’accettazione dell’Ucraina. Contestualmente, l’Ucraina avvierà l’iter per l’ingresso nell’Unione Europea, con accordi commerciali immediati, nonostante l’UE non sia stata consultata nella redazione del piano. La ricostruzione del paese sarebbe guidata dagli Stati Uniti, con 100 miliardi di dollari di fondi russi congelati utilizzabili, parte degli aiuti che l’Europa stava considerando di offrire all’Ucraina; ulteriori 100 miliardi di dollari dovrebbero provenire proprio dall’Unione.

Le garanzie per l’Ucraina
Il piano non prevede la presenza di soldati NATO o europei in Ucraina, mentre gli aerei da guerra avrebbero come base la Polonia. Le garanzie militari per l’Ucraina contro una nuova invasione sono ancora vaghe: un documento menzionato da Axios prospetta una possibile estensione dell’articolo 5 della NATO all’Ucraina, rendendo ogni aggressione un attacco al resto dei membri. Un’ulteriore invasione da parte della Russia “cancellerebbe” i riconoscimenti territoriali attuali.

Altri elementi significativi
Entrambe le parti godrebbero di amnistia per le azioni compiute durante la guerra, escludendo la possibilità di perseguire soldati e ufficiali russi per crimini di guerra accertati. Nuove elezioni dovrebbero avere luogo in Ucraina entro 100 giorni, un punto su cui Putin ha sempre insistito, con l’intento di sostituire Zelensky con un governo più favorevole. Infine, la centrale nucleare di Zaporizhzhia verrebbe gestita sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, con l’energia prodotta divisa equamente tra i due paesi.

Il piano include anche disposizioni che richiedono il rifiuto e la proibizione di “tutte le ideologie e le attività naziste”, un passo che si allinea con la propaganda russa che ha caratterizzato l’invasione come un’operazione di “denazificazione dell’Ucraina”. Vi sono poi diverse condizioni economiche e finanziarie a tutela degli interessi statunitensi, con l’amministrazione statunitense come principale gestore della ricostruzione in Ucraina, investendo in nuove infrastrutture nel settore del gas naturale e in un fondo per lo sviluppo focalizzato su aziende tecnologiche e risorse naturali. Al termine del conflitto, si prevede l’istituzione di un “Consiglio di pace” presieduto dagli Stati Uniti.

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