Nel Regno Unito smantellata una rete da oltre 1 miliardo di dollari per il riciclaggio di fondi russi

22.11.2025 13:30
Nel Regno Unito smantellata una rete da oltre 1 miliardo di dollari per il riciclaggio di fondi russi
Nel Regno Unito smantellata una rete da oltre 1 miliardo di dollari per il riciclaggio di fondi russi

Operazione internazionale rivela un sistema finanziario parallelo al servizio di Mosca

Nel Regno Unito è stata sgominata una rete di riciclaggio di denaro che movimentava oltre 1 miliardo di dollari e che sosteneva le strutture russe impegnate nell’elusione delle sanzioni e nel finanziamento della guerra contro l’Ucraina. La scoperta è stata resa nota nell’ambito delle attività della National Crime Agency, descritte nel rapporto collegato al vasto intervento sulle reti di riciclaggio connesse alla Russia. Secondo l’inchiesta, i responsabili utilizzavano contanti provenienti dalla criminalità di strada, li convertivano in criptovalute e li reimpiegavano per facilitare transazioni a beneficio dei servizi segreti russi, di gruppi narcotrafficanti e di entità riconducibili allo Stato.

Il ruolo del Keremet Bank e i legami con la rete TGR

Uno degli elementi centrali della struttura criminale era il controllo del Keremet Bank in Kirghizistan, istituto soggetto a sanzioni statunitensi. Le autorità americane ritengono che l’operazione di vendita fosse finalizzata a creare un hub per aggirare le restrizioni internazionali sulle transazioni commerciali russe. La quota di maggioranza sarebbe stata riconducibile a una società collegata a George Rossi, indicato dai servizi di intelligence britannici e statunitensi come figura di vertice della rete TGR e già inserito nelle liste sanzionatorie degli Stati Uniti. Attraverso il Keremet Bank sarebbero state condotte transazioni transfrontaliere impiegate per sostenere aziende russe dei settori della difesa, dell’aviazione e della tecnologia.

Arresti e sequestri nella seconda fase dell’operazione

Nella successiva fase dell’operazione “Destabilizzazione”, le forze dell’ordine di Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Spagna e Irlanda hanno arrestato 128 persone. Solo nel Regno Unito sono stati sequestrati oltre 25 milioni di sterline in contanti e criptovalute, confermando l’estensione internazionale della rete. Sal Melki, vice direttore dell’NCA per i crimini economici, ha dichiarato che l’indagine mette in luce la vera portata delle strutture criminali che uniscono la delinquenza di strada al finanziamento statale delle operazioni russe. Il Keremet Bank ha annunciato l’intenzione di contestare le sanzioni che lo riguardano.

Schemi ibridi e creazione di canali finanziari alternativi

La rete da oltre 1 miliardo di dollari dimostra la capacità della Russia di adattarsi ai meccanismi di controllo internazionale e di costruire canali paralleli che attenuano l’efficacia delle sanzioni. L’intreccio tra attività criminali locali, operazioni in criptovaluta e gestione di un istituto bancario all’estero riflette una strategia ibrida in cui strutture illegali diventano strumenti di politica statale. Tale approccio complica l’attribuzione dei flussi finanziari e riduce la distinzione tra economia legale e sommersa.

Effetti strategici e necessità di un’azione coordinata

L’acquisizione del Keremet Bank indica la volontà di Mosca di creare “hub finanziari” in Paesi terzi per sostenere i propri settori strategici e ricostruire una rete internazionale di pagamenti. Ciò rappresenta un rischio anche per altri Stati considerati fuori dal sistema internazionale, che potrebbero replicare tali modelli. Per contrastare queste dinamiche, le democrazie occidentali devono rafforzare la supervisione delle operazioni in criptovalute, potenziare i meccanismi globali di monitoraggio delle transazioni su blockchain e imporre una rigorosa identificazione degli utenti.

Rafforzare le misure contro intermediari e banche in Paesi vulnerabili

La lotta alle reti di riciclaggio richiede inoltre l’estensione delle sanzioni a individui e società che agiscono come intermediari. Figure come George Rossi dimostrano che attori non istituzionali possono svolgere un ruolo cruciale nella gestione delle strutture di elusione. Parallelamente, l’utilizzo di banche situate in Paesi con regolamentazioni deboli, come il Kirghizistan, crea “isole di aggiramento” da cui la Russia può recuperare accesso a circuiti globali. È fondamentale che UE e Stati Uniti rafforzino la cooperazione con i governi di tali Paesi per prevenire l’impiego dei loro sistemi finanziari in attività illecite.

Sanzioni dinamiche e contrasto alle reti criminali transnazionali

L’efficacia delle sanzioni dipende dalla loro capacità di evolversi insieme alle nuove modalità di elusione. Serve una cooperazione internazionale costante per interrompere i canali finanziari globali che sostengono l’aggressione russa. Al tempo stesso, è necessario trattare le reti criminali collegate allo Stato russo come componenti della guerra ibrida del Cremlino, intervenendo non solo sul piano finanziario ma anche contro le strutture di criminalità organizzata che garantiscono la resilienza del sistema.

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