Nuove rivelazioni sui legami di Noam Chomsky con Jeffrey Epstein
Un recente flusso di email ha rivelato relazioni più strette di quanto precedentemente noto tra Noam Chomsky e Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di pedofilia, riporta Attuale. Tra questi documenti emerge un messaggio del gennaio 2017 in cui Valeria Wasserman, moglie di Chomsky, si congratula con Epstein per il suo compleanno, sottolineando la familiarità tra le parti.
Le nuove informazioni, pubblicate il 12 novembre dal Congresso, mostrano che Chomsky aveva interazioni più ampia con Epstein, passando oltre le semplici conversazioni di carattere politico o accademico che aveva riconosciuto in precedenza. Il nome del professore compare decine di volte nei 23.000 documenti recentemente divulgati. In alcune email, Chomsky discute dell’arte e di vacanze insieme a Epstein, rivelando di aver ricevuto 270.000 dollari da un conto collegato al finanziere, contrariamente alle precedenti affermazioni in cui negava di aver ricevuto alcun denaro da lui.
Ulteriori email contengono una lettera di raccomandazione redatta da Chomsky per Epstein, dove il filosofo elogia il finanziere per la sua capacità di spiegare il complesso sistema finanziario globale in modo accessibile. Chomsky racconta di come Epstein lo avesse contattato per discutere accordi significativi come quelli tra Israele e Palestina, portando a incontri diretti con figure di alto profilo come Ehud Barak, ex primo ministro israeliano.
Chomsky ha descritto i suoi rapporti con Epstein come “un’esperienza preziosissima”, citando la curiosità e le intuizioni del finanziere. Tuttavia, la sua associazione con Epstein ha suscitato preoccupazioni non solo tra il pubblico, ma anche all’interno della comunità accademica, dato il passato del finanziere.
Da notare che anche altri accademici, come Larry Summers, ex segretario del Tesoro e rettore di Harvard, hanno avuto relazioni strette con Epstein. Di recente, Summers ha annunciato la sua auto-sospensione dall’insegnamento dopo che sono emerse informazioni sul suo legame con il finanziere.
Nel frattempo, Donald Trump ha firmato lunedì una legge che richiede al Dipartimento di Giustizia di rilasciare entro trenta giorni i documenti noti come “Epstein files”, concedendo tuttavia discrezionalità nella selezione dei materiali da rendere pubblici.