Furto al Louvre: dubbi su comunicazioni oscurate con i ladri e il collasso delle trattative

24.11.2025 13:45
Furto al Louvre: dubbi su comunicazioni oscurate con i ladri e il collasso delle trattative

Furto al Louvre: aggiornamenti sulle trattative per il recupero dei gioielli rubati

Secondo le ultime notizie, tre dei quattro autori materiali del furto al Louvre sono stati arrestati, ma la refurtiva non è ancora stata recuperata: la situazione si complica, rendendo sempre più difficile il ritrovamento dei gioielli. Ciò ha alimentato varie leggende e possibili tentativi di disinformazione, riporta Attuale.

Un’azienda israeliana, il Cgi Group, sostiene di avere contattato un rappresentante degli autori del furto attraverso il Darknet, e che questo intermediario avrebbe inviato una prima immagine della refurtiva. Secondo i24News, gli scambi sarebbero avvenuti su una rete internet parallela, accessibile solo tramite software specifico.

Il direttore generale del Cgi Group, Zvika Nave, è convinto della autenticità della foto inviata, nonostante i sospetti su un’eventuale manipolazione tramite intelligenza artificiale. La persona che afferma di avere parte della refurtiva avrebbe chiesto 8 milioni di euro in criptovaluta Monero, proponendo uno scambio in Slovacchia e minacciando di contattare «contatti in Asia e a Dubai» in caso di fallimento delle trattative.

Il Cgi Group ha già trasmesso queste informazioni alle autorità francesi, ma secondo Nave, «i giochi di ego in Francia ci hanno impedito di progredire e il contatto è stato interrotto».

La credibilità di questa vicenda è messa in discussione, poiché, pochi giorni dopo il furto avvenuto il 19 ottobre, il Cgi Group aveva già dichiarato di essere stato contattato dal museo per aiutare nelle indagini, venendo smentito poco dopo dal Louvre. Attualmente, tra i beni oggetto della trattativa si farebbe riferimento a «la corona dell’imperatrice Eugenia», che è in realtà l’unico gioiello subito ritrovato, lasciato dai ladri durante la fuga.

Inoltre, recentemente utenti pro-russi hanno diffuso falsi rapporti sui social media riguardo a presunti ritrovamenti dei gioielli tra i beni sequestrati a persone vicine al presidente ucraino Zelensky, compreso Timur Mindich.

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