Helsinki vuole rafforzare le norme sulla sicurezza dopo l’allarme del ministro della Difesa
Il 24 novembre 2025 il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen ha invitato a rivedere le regole che consentono ai cittadini russi di acquistare appartamenti tramite l’acquisto di quote di società immobiliari, una modalità che non rientra nel divieto generale imposto a Mosca per ragioni di sicurezza nazionale. In un’intervista riportata da Yle, Häkkänen ha dichiarato che, sebbene i singoli appartamenti non rappresentino lo stesso livello di rischio di grandi complessi situati in aree sensibili, la questione richiede comunque un esame approfondito. Secondo il ministro, la concentrazione di molte unità abitative nelle mani di un soggetto ostile potrebbe trasformarsi in una minaccia improvvisa, soprattutto in zone remote dove l’intero capitale di una società immobiliare potrebbe passare sotto controllo straniero.
L’assenza di dati ufficiali complica il monitoraggio del fenomeno
In Finlandia vivono decine di migliaia di persone di origine russa che hanno acquistato abitazioni per uso personale, ma non esistono statistiche precise sul numero di appartamenti posseduti da cittadini russi. Questa mancanza di informazioni ostacola la valutazione del rischio e rende difficile stabilire se la concentrazione di proprietà stia aumentando. Un’indagine giornalistica della redazione MOT di Yle ha mostrato che fino a un migliaio di appartamenti sono attualmente in vendita su siti russi, e che molti acquisti vengono effettuati da individui con redditi dichiarati molto bassi o inesistenti, ma con la possibilità di comprare decine di immobili. Questa discrepanza solleva interrogativi sui flussi finanziari e sui possibili interessi strategici legati a tali operazioni.
Una strategia preventiva contro le minacce ibride
Secondo Häkkänen, la guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina è parte di una più ampia strategia di confronto con l’Occidente che comprende anche strumenti economici, informativi e sociali. In questo contesto, le transazioni immobiliari possono diventare un mezzo per esercitare influenza, raccogliere informazioni o creare leve di pressione sulle comunità locali. Il rischio non riguarda solo l’uso degli appartamenti come potenziali basi operative, ma anche la possibilità che un gruppo coordinato di proprietari influenzi le decisioni gestionali delle società immobiliari, controlli infrastrutture locali o condizioni l’accesso a servizi essenziali. L’assenza di violazioni formali non elimina il pericolo di un controllo indiretto su territori e risorse.
La Finlandia rafforza la propria resilienza geografica e normativa
Negli ultimi mesi, Helsinki ha già dimostrato la volontà di prevenire situazioni critiche bloccando undici transazioni immobiliari considerate rischiose, molte delle quali riguardavano proprietà situate in aree strategiche: lungo le rotte marittime del Baltico, come lo stretto di Naantali e la rotta Turku–Mar Baltico, e vicino alla strada Vt5. Questa scelta conferma che la geografia resta un fattore cruciale della sicurezza nazionale e che anche immobili apparentemente innocui possono avere implicazioni sensibili. In parallelo, il governo riconosce che il monitoraggio sistematico richiederà notevoli risorse, ma considera necessario agire preventivamente per impedire accumuli di rischio difficili da gestire in futuro.
Una strategia integrata per contrastare minacce non convenzionali
La Finlandia si trova di fronte a sfide multidimensionali che vanno oltre la difesa militare e richiedono risposte coordinate: aggiornamento legislativo, controllo finanziario, vigilanza sulle transazioni e cooperazione istituzionale. L’obiettivo è rafforzare la resilienza nazionale di fronte alle tattiche ibride, nelle quali operazioni apparentemente civili possono essere sfruttate per finalità ostili. Agendo con anticipo, Helsinki mira a evitare crisi future e a preservare la sicurezza di un Paese che oggi si trova sulla linea avanzata della difesa europea.