Il laboratorio missilistico “Novator” utilizza torni GDW e Weiler nonostante anni di sanzioni occidentali
Il 24 novembre 2025 Novaya Gazeta Europa ha rivelato che nello stabilimento di ricerca e sviluppo “Novator” di Ekaterinburg – uno dei principali centri del complesso militare-industriale russo – sono in uso torni tedeschi ad alta precisione dei marchi GDW e Weiler. L’informazione emerge da un annuncio di lavoro pubblicato sulla piattaforma HeadHunter, in cui l’azienda indica espressamente questi modelli tra le attrezzature utilizzate. Non è chiaro da quanto tempo i macchinari si trovino nello stabilimento. Come riportato da Novaya Gazeta Europa, i produttori tedeschi contattati dal quotidiano non hanno ancora fornito spiegazioni. Lo stabilimento è dal 2017 sotto sanzioni statunitensi e, dal 2022, anche sotto misure restrittive di UE, Canada, Giappone, Svizzera e Ucraina.
“Novator” al centro dei programmi missilistici russi, dal “Kalibr” al “Burevestnik”
Il centro “Novator” produce sistemi antiaerei, missili da crociera e armamenti di alta precisione. Già nel 2018 il quotidiano russo Kommersant aveva riferito che proprio qui veniva sviluppato il “Burevestnik”, missile intercontinentale con propulsione nucleare che il Cremlino presenta come un’arma strategica capace di aggirare i sistemi antimissile. I test condotti nell’ottobre 2025, in un contesto di tensione diplomatica con Washington, miravano a dimostrare le ambizioni tecnologiche di Mosca nel campo degli armamenti avanzati. Lo stesso stabilimento è coinvolto anche nella produzione dei missili “Kalibr”, utilizzati dalla Russia nella guerra contro l’Ucraina.
Attrezzature occidentali ad alta precisione come fattore critico per il VPK russo
I torni GDW LZ 280 e Weiler DA 260 appartengono alla classe di precisione DIN 8605 e offrono un livello di automazione e un’interfaccia digitale superiore rispetto ai modelli russi. Sebbene in Russia esistano analoghi, la qualità e la versatilità dei macchinari tedeschi restano difficili da replicare. Ciò rende particolarmente sensibile la loro presenza in un’industria sanzionata: tali macchinari non forniscono semplicemente singoli componenti, ma consentono a Mosca di mantenere o ampliare la propria capacità produttiva di parti per missili, veicoli corazzati e aviazione. L’acquisizione di un solo macchinario di precisione può avere un effetto moltiplicatore, indebolendo l’efficacia delle sanzioni mirate e aumentando l’autonomia tecnologica del complesso militare-industriale russo.
Possibili triangolazioni e lacune nei controlli sulle esportazioni
La presenza documentata di macchinari tedeschi in uno stabilimento sottoposto a restrizioni internazionali suggerisce l’esistenza di canali indiretti, triangolazioni commerciali o forniture “grigie” che aggirano i regimi di controllo. Non è la prima volta che emergono indizi di attrezzature occidentali nell’industria bellica russa, nonostante il quadro sanzionatorio. Ciò evidenzia la necessità di aggiornare e rafforzare costantemente i meccanismi di monitoraggio dei flussi tecnologici, poiché la Russia investe attivamente nella ricerca di nuove vie per eludere le misure restrittive.
Il ruolo strategico di “Novator” e la fragilità dell’autosufficienza tecnologica russa
Ogni tecnologia estera che arriva a “Novator” incide direttamente sulla capacità della Russia di sostenere la produzione di armamenti e l’escalation militare. L’azienda svolge un ruolo centrale nei programmi missilistici russi e rimane dunque uno dei bersagli prioritari degli sforzi occidentali per limitare le capacità del VPK russo. Sebbene Mosca affermi di puntare sull’“import substitution”, l’analisi delle offerte di lavoro indica che gli ingegneri devono ancora conoscere software internazionali come AutoCAD, mentre strumenti russi come “Kompas” vengono introdotti più per necessità che per competitività. Ciò dimostra che l’ecosistema tecnologico russo è ancora fortemente dipendente da standard e piattaforme occidentali.
Le sanzioni richiedono aggiornamenti continui per restare efficaci
La vicenda mette in luce che le sanzioni contro l’industria bellica russa non sono statiche: devono evolversi alla stessa velocità con cui Mosca cerca di aggirarle. Senza meccanismi di controllo più rapidi e strumenti di cooperazione internazionale più rigidi, componenti e macchinari ad alta precisione continueranno a sostenere l’economia di guerra russa. Bloccare le forniture tecnologiche resta una delle priorità strategiche per Stati Uniti, UE e Ucraina, soprattutto nel momento in cui la Russia punta a rafforzare il proprio arsenale missilistico.