Il partito di Giuseppe Conte si è piazzato terzo nelle recenti elezioni, un risultato che ha sollevato interrogativi sulla riconferma di Michele Gubitosa come vice. Mentre il Movimento 5 Stelle celebra la vittoria del loro candidato in Campania, il nome di Gubitosa è emerso come fonte di discussione interna, in particolare legata ai risultati insoddisfacenti ottenuti ad Avellino, sua città natale, riporta Attuale.
In Campania, il M5S ha scelto come proprio rappresentante Roberto Fico, ma il risultato ad Avellino ha deluso. Qui, i pentastellati hanno ottenuto solo 13.388 voti, pari all’8,24%, posizionandosi dietro al Partito Democratico, che ha raccolto oltre 31mila voti (19,22%), e a Casa riformista, con circa 23mila voti (12,17%). Sebbene ci sia stato un lieve miglioramento rispetto alle elezioni del 2020, quando il M5S aveva ottenuto il 6,51%, i membri del partito riconoscono che il risultato è «non sufficiente» per soddisfare le aspettative.
«I campani si aspettavano un risultato diverso»
Secondo i dirigenti del Movimento, «Ad Avellino e provincia siamo arrivati terzi», segnando un netto contrasto con le aspettative dei cittadini locali. Questa performance potrebbe avere conseguenze dirette sulle future nomine delle vicepresidenze nel partito, un’area in cui Gubitosa sembrava avviato verso la riconferma. Giuseppe Conte è stato recentemente riconfermato alla guida del M5S con l’89,3% dei voti, ma il focus si è rapidamente spostato sulle potenziali nuove nomine per le vicepresidenze, specialmente dopo le dimissioni di Chiara Appendino dal suo ruolo.
La ricaduta sulle nomine
Michele Gubitosa, attualmente vicepresidente insieme a Paola Taverna, Riccardo Ricciardi e Marco Turco, potrebbe non essere riconfermato a causa di un presunto scarso impegno nella campagna elettorale. Nonostante nel Movimento ci siano voci che lo difendono sottolineando il peso dei suoi attuali incarichi di deputato e vicepresidente, le pressioni interne sembrano aumentare. «È difficile, per chi ricopre due ruoli del genere, seguire la campagna elettorale al 100%. Ha fatto quello che poteva», affermano alcuni suoi sostenitori.
«Ha fatto quel che poteva»
Gubitosa ha assunto un ruolo strategico nel Movimento, divenendo una figura centrale per costruire relazioni con altre forze politiche. Sostenitore della trasformazione occorsa nel partito, ha partecipato attivamente alla chiusura dell’era grillina e all’abolizione della figura del garante. Mentre i vertici del partito mantengono il riserbo, il clima interno sembra richiedere un cambio di strategia per affrontare future sfide e ripristinare la fiducia dell’elettorato.
Il suo ruolo nel Movimento
Il futuro di Gubitosa come vicepresidente rimane incerto, con alcuni membri del partito che osservano attentamente l’evolversi della situazione. La necessità di una nuova strategia appare chiara, e la direzione che prenderà il Movimento 5 Stelle nei prossimi mesi sarà cruciale per il suo posizionamento nelle politiche italiane.