Manifestanti vandalizzano la sede de La Stampa a Torino durante un corteo in difesa dell’imam Shahin

28.11.2025 18:25
Manifestanti vandalizzano la sede de La Stampa a Torino durante un corteo in difesa dell'imam Shahin

Manifestazione a Torino: irruzione nella sede de La Stampa in difesa dell’imam Shahin

Nel primo pomeriggio di venerdì, a Torino, un gruppo di una ventina di manifestanti è entrato di forza nella sede del quotidiano La Stampa, vuota per sciopero, danneggiando parte della redazione. I dimostranti hanno scritto messaggi sui muri con vernice spray e versato secchi di letame nel cortile esterno. Il gruppo era entrato da un accesso secondario in via Ernesto Lugaro, staccandosi da un corteo che, tra altre manifestazioni organizzate in città nella giornata di sciopero, sfilava in difesa di Mohamed Shahin, imam della moschea del quartiere San Salvario, arrestato il 24 novembre nel CPR di Caltanissetta in attesa di espulsione, riporta Attuale.

Parte dell’irruzione nella sede della Stampa è stata filmata e mostrata dal quotidiano Torino Oggi. In un post su Instagram, visibile il video girato all’interno della redazione, alcuni collettivi studenteschi hanno contestato la Stampa per alcuni articoli recenti su Shahin. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio hanno duramente criticato e definito inaccettabili l’intrusione e i danneggiamenti.

Venerdì, prima dell’irruzione del gruppo, la Corte d’appello di Torino aveva convalidato il trattenimento di Shahin, attualmente nel CPR di Caltanissetta, a seguito di un controverso provvedimento di espulsione emesso dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, motivato da un presunto ruolo di rilievo di Shahin “in ambienti dell’Islam radicale”.

In precedenza, durante un comizio il 9 ottobre scorso, Shahin aveva definito l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 un atto di resistenza, dichiarazioni poi in parte ritrattate. I suoi avvocati hanno contestato il provvedimento, considerato immotivato, affermando che un rinvio in Egitto metterebbe a rischio la sua vita.

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