Trump minaccia: «Spazio aereo venezuelano considerato chiuso»

29.11.2025 23:35
Trump minaccia: «Spazio aereo venezuelano considerato chiuso»

Possibile attacco statunitense in Venezuela: Trump avverte le compagnie aeree

Donald Trump ha rivelato che le operazioni militari statunitensi in Venezuela potrebbero essere imminenti, invitando le compagnie aeree a considerare lo spazio aereo sopra il paese come «completamente chiuso». Giovedì scorso, giorno del Ringraziamento, il presidente ha informato la stampa che le operazioni a terra «inizieranno molto presto». Inoltre, ha autorizzato missioni segrete della CIA nel paese sudamericano, riporta Attuale.

Diverse compagnie aeree hanno già sospeso i voli verso il Venezuela, dopo un avviso della Federal Aviation Administration (FAA) che ha segnalato un «rischio potenzialmente pericoloso» a causa dell’aggravarsi della situazione di sicurezza e dell’attività militare crescente nell’area. In risposta, l’autorità per l’aviazione civile di Caracas ha revocato le licenze a Iberia, Tap, Avianca, Latam, Gol e Turkish Airlines.

Le polemiche sui raid missilistici condotti in mare sono aumentate, con oltre 80 vittime dall’inizio di agosto. Le informazioni, emerse dal Washington Post, riguardano gli ordini impartiti dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, alle unità impegnate a colpire imbarcazioni sospettate di traffico di droga al largo della costa venezuelana. Una fonte ha rivelato che «l’ordine era di uccidere tutti». Il 2 settembre, sono stati effettuati due attacchi consecutivi che hanno portato alla morte di tutte le 11 persone a bordo, inclusi due sopravvissuti al primo raid. Hegseth ha negato le accuse, definendole «fake news» volte a screditare le forze armate, ma ha anche affermato su X: «Abbiamo appena iniziato a uccidere i narcoterroristi».

Trump ha sostenuto le forze armate, affermando che la fase due dell’Operazione Lancia del Sud è pronta a partire. In un video pubblicato giovedì, ha dichiarato: «Siete la spina dorsale della potenza aerea americana e nelle ultime settimane avete lavorato per scoraggiare i trafficanti di droga venezuelani — ora non vogliono più consegnare la merce via mare, e inizieremo a fermarle anche via terra».

Il presidente americano continua a muoversi su due fronti: minacciare un intervento militare diretto in Venezuela e considerare vie diplomatiche per «salvare molte vite». Il suo obiettivo sembra essere il cambio di regime a Caracas. Il New York Times ha recentemente rivelato che Trump ha contattato il presidente venezuelano Nicolás Maduro, discutendo la possibilità di un incontro di persona negli Stati Uniti. Solo pochi giorni dopo, il Dipartimento di Stato ha designato Maduro come leader dell’organizzazione terroristica straniera del Cartello dei Soli.

La guerra contro il narcotraffico in America Latina presenta anche paradossi. Trump ha annunciato di voler concedere la grazia all’ex presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, condannato a 45 anni di carcere per corruzione legata ai narcotrafficanti, in particolare da Joaquín «El Chapo» Guzmán. Questa notizia, giunta pochi giorni dopo la telefonata con Maduro, suggerisce che al leader venezuelano potrebbe essere stata promessa una soluzione simile: un’uscita che preveda deposizioni, arresti e grazia negli Stati Uniti.

Nel frattempo, le elezioni presidenziali si svolgeranno domenica in Honduras. Come accaduto in Argentina, Trump sta cercando di influenzare il voto sostenendo Tito Asfura del Partito Nazionale e accusando gli avversari di essere manovrati da Caracas. «Maduro e i suoi narcoterroristi prenderanno il controllo di un altro Paese dopo Cuba, Nicaragua e Venezuela?» ha ribadito su Truth.

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