Roma, 30 novembre 2025 – La legge sul consenso per ora si è arenata al Senato, se ne riparla a febbraio. Voci nel centrodestra segnalano criticità: lascerebbe troppo spazio alla libera interpretazione del singolo, con il rischio di vendette personali e false denunce per incastrare l’altro, riporta Attuale.
Maraini, lei ha subito ogni tipo di violenza. E ringrazia sua madre per averle insegnato a scappare. Non può essere quella la strada, non più. Ma il consenso non lascia spazio alle interpretazioni?
“Non mi sembra un argomento valido, tutte le leggi sono a rischio di imbroglio. Allora, solo perché un figlio estroso finge di essere la madre morta, smettiamo di dare le pensioni agli anziani? Io da bambina mi sono trovata spesso in difficoltà. Quando avevo dieci anni, un maestro mi ha presa in braccio e ha cercato di baciarmi. E sono scappata, come molte altre volte in seguito. Quella legge è assolutamente necessaria, una scelta di umanità e giustizia. Perché una piccina può scappare, una donna adulta con figli e senza indipendenza economica no. Prendiamoci il consenso e poi chiediamo più case e sicurezza per chi denuncia e non sa dove andare. È necessario che la legge fondi un principio.”
Così come non si ruba, un no è un no.
“La violenza sessuale è la peggiore delle rapine perché colpisce l’anima e sottrae il futuro. Lo stupro negli animali non esiste; fa ridere parlare di istinto bestiale. Si tratta di un’azione di guerra storicamente provata: un tempo per umiliare il nemico gli si portavano via le terre ma soprattutto si inseriva il futuro nel ventre della donna. Vincere a tutti i costi. È il prezzo da pagare ancora oggi mentre il patriarcato si trasforma faticosamente in parità. Le persone agiscono spinte da idee sotterranee, inconsce. Questa è cultura della vendetta di fronte ai nuovi poteri femminili che fanno paura. E va al di là del singolo individuo.”
O del singolo liceo. Nei bagni del Giulio Cesare a Roma è comparsa la lista degli stupri: i nomi e i corpi delle donne restano oggetti da insultare e intimidire. E qualcuno la considera una bravata. Da donna e da femminista, aveva mai visto un tale inesorabile slittamento verso la barbarie?
“Viviamo in un’epoca di decadenza e non mi stupisce che le azioni più deprecabili vengano dai ragazzini; come avrà notato, non ci sono in giro tanti violentatori anziani che si accaniscono in gruppo su bambine di 12 anni. È colpa dell’aria che tira, degli spifferi intrisi di veleno che arrivano dai social. Perdoni se finiamo sempre lì, ma è lì che il sesso si manifesta solo in maniera pornografica. Poi dai social l’onda sale. E si crea il cortocircuito. I giovani non se ne rendono conto, ma subiscono le idee violente di un sistema agonizzante. Il patriarcato è stato azzoppato dal ’68 e dal femminismo. E questo ha creato una crisi enorme: per quanto sbagliato, prima un ordine c’era. Oggi è un’infilata disordinata di cronache dell’orrore.”
C’è chi le considera ragazzate, goliardia. La violenza contro le donne nasce da una cultura che giustifica e normalizza. Il consenso può essere imposto per legge ma va insegnato. Come?
“Non sono per le manette, non cambiano niente. Bisogna prenderli alle elementari e spiegare. Anzi, prima. Fino ai due anni, i bambini sono uguali, maschi e femmine. Di lì in poi inizia l’imposizione dei ruoli e arrivano le bambole e i fucili. Ma parliamo di un ruolo storico, non c’è niente di biologico. Lo stupro è semplicemente la fine di un discorso, è volontà di potere che con il sesso non c’entra nulla.”
C’è chi sostiene che l’educazione affettiva non sia compito della scuola, dovrebbero pensarci le famiglie.
“Le dinamiche psicologiche sono diverse da famiglia a famiglia e certe famiglie sono pericolosissime per le donne e i bambini. La scuola può creare una morale, distribuire un’idea regolatrice valida per tutti: la persona è sacra. È stato così con il cristianesimo, che ha stabilito principi fondamentali contrari al Dio della Bibbia assetato di vendetta. Ama il prossimo tuo, non sterminare tutti gli abitanti di Sodoma e Gomorra per un pugno di sodomiti. Dalla violenza al perdono. Poi c’è chi imbroglia anche su quello, ma almeno resta una traccia da seguire.”