Attacco alla libertà di stampa a Torino: manifestanti vandalizzano la redazione de ‘La Stampa’
Roma, 29 novembre 2025 – Un episodio di violenza che solleva interrogativi sulla libertà di informazione si è verificato a Torino, dove un centinaio di manifestanti pro-Palestina ha fatto irruzione nella redazione di ‘La Stampa’, causando ingenti danni. I protestanti, identificati da filmati, hanno vandalizzato il cortile e il cancello della sede, scrivendo frasi come Complici del genocidio a Gaza e danneggiando computer e mobili. L’accaduto ha suscitato una forte condanna da parte del mondo politico, incluso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso la sua solidarietà alla redazione, riporta Attuale.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha qualificato l’irruzione come un “atto gravissimo”, contattando il direttore Andrea Malaguti per manifestare il suo sostegno. Anche altri leader politici, come Elly Schlein e Giuseppe Conte, hanno denunciato l’accaduto come “inaccettabile”. Non da meno, le parole di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu, hanno sollevato dibattito: “Non bisogna commettere atti di violenza, ma questo dovrebbe essere un monito per la stampa a riportare i fatti con analisi e contestualizzazione”. In serata, Albanese ha ribadito la sua solidarietà nei confronti del quotidiano torinese.
Questo attacco non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di aggressioni contro la stampa in Italia. Solo di recente, il giornalista Sigfrido Ranucci ha subito un attentato dinamitardo che ha distrutto la sua auto e quella della figlia. Ranucci, conduttore di Report e vicedirettore di Rai3, vive sotto scorta dal 2021 a causa di minacce di morte da parte della mafia.
Neppure due settimane fa, una troupe della trasmissione Dritto e Rovescio era stata aggredita a Torino da un uomo armato di mazza, evidenziando l’escalation della violenza contro i giornalisti. In risposta a questo clima, il Cosp ha deciso di aumentare i presidi di sicurezza davanti alle redazioni e di organizzare un tavolo di coordinamento presso la prefettura, per affrontare la questione. Secondo l’organizzazione Reporter senza frontiere, l’Italia occupa purtroppo l’ultima posizione tra i Paesi dell’Europa occidentale in materia di libertà di stampa, con un trend in calo a livello globale.
Il report dell’Osservatorio Ossigeno ha evidenziato che nel 2024 si sono registrate 516 minacce e intimidazioni nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione, in un clima di crescente violenza e abusi dei diritti di informare e di essere informati. Dal 2006 ad oggi, ben 7555 giornalisti hanno subito minacce, e solo nel 2024 tre volte su quattro le intimidazioni si sono concretizzate attraverso avvertimenti di diverso tipo, mentre il 22% sono derivate da querele temerarie, in gran parte originate da politici e amministrazioni pubbliche.
La storia del giornalismo italiano è segnata da tragici episodi, con 28 giornalisti uccisi dal secondo dopoguerra e 15 attualmente sotto scorta, a dimostrazione di una battaglia continua per la libertà di espressione in un contesto sempre più sfavorevole.