La pm Anna Gallucci accusa la procura di direttive politiche nel suo lavoro investigativo

01.12.2025 07:15
La pm Anna Gallucci accusa la procura di direttive politiche nel suo lavoro investigativo

Il pubblico ministero di Pesaro, Anna Gallucci, ha rivelato durante un’intervista a Giacomo Amadori per La Verità che le è stato suggerito di indagare su membri della Lega mentre conduceva ricerche riguardanti destra e sinistra. Gallucci, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore a Rimini e a Termini Imerese, ha dichiarato di essere favorevole alla riforma della giustizia, sostenendo che il sorteggio dei consiglieri del Csm rappresenta una modifica cruciale, riporta Attuale.

Il sì alla riforma

«Sono favorevole alla riforma perché ritengo che la parte più significativa sia il sorteggio dei consiglieri del Csm. E anche perché credo che con la Cartabia, di fatto, la separazione sia già avvenuta e quindi le modifiche attuali cristallizzino una situazione già esistente», spiega Gallucci. Secondo lei, l’idea che il pm possa essere controllato dall’esecutivo «è proprio una bugia» e aggiunge che realizzare tale cambiamento richiederebbe una riforma costituzionale non prevista. «Se in futuro una simile proposta verrà fatta sarò la prima a schierarmi contro».

Sulle procure

Gallucci esprime preoccupazioni sulla gerarchizzazione degli uffici, affermando che attualmente un dirigente può facilmente mettere in discussione il lavoro del suo sostituto su un’inchiesta. «Chi tutela il sostituto? Al momento è certamente più debole del suo capo, che ha il potere di valutarlo», ammette la pubblica accusa, confessando di aver affrontato difficoltà nella sua carriera.

Il fascicolo

Gallucci racconta di come durante un’inchiesta sul voto a Termini Imerese abbia dovuto affrontare sfide sia con il centrodestra che con il centrosinistra: «Quando mi sono imbattuta nel centrosinistra ho avuto qualche grattacapo, della cui gravità inizialmente non mi sono neppure resa conto». Nonostante le direttive del procuratore Ambrogio Cartosio, che le ordinò di archiviare il caso riguardante il partito Noi con Salvini, Gallucci decise di andare avanti con le indagini su tutti i soggetti coinvolti.

L’archiviazione e la disobbedienza

Gallucci afferma di aver dovuto difendere la sua scelta di procedere con le indagini, come risultato delle quali ha subito una nota negativa e l’avvio di un procedimento disciplinare: «Ho trascorso anni a difendermi», sottolinea, rivelando che il Csm non ha seguito le richieste di Cartosio e Scarpinato.

Il procedimento disciplinare

Riguardo al procedimento disciplinare, Gallucci chiarisce che non riguardava l’inchiesta sulla Lega: «È stato intrapreso da Scarpinato e Cartosio dopo il confronto sull’indagine». Ricorda inoltre un evento significativo successivo alle elezioni politiche del 2018, quando il procuratore le autorizzò a partecipare a una conferenza stampa ma non accettò di chiarire il ruolo del senatore Salvini nell’indagine.

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