Un ricorso in sei punti è stato presentato dai legali della famiglia nel bosco, composta dall’ex insegnante australiana di equitazione Catherine Birmingham, dal marito britannico Nathan Trevallion e dai loro tre figli di 8 e 6 anni, contro l’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento dei bambini. I sei punti includono la violazione del diritto all’assistenza linguistica, l’idoneità della casa, la questione degli esami medici, il percorso di istruzione, la socialità dei minori e l’esposizione mediatica dei bambini, riporta Attuale.
La richiesta procedurale d’urgenza per riavere i figli: “I giudici intervengano subito”
Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno avanzato una richiesta procedurale d’urgenza: la sospensione dell’efficacia del provvedimento di allontanamento inaudita altera parte. Si chiede che i giudici intervengano subito, prima fissare l’udienza di discussione, per interrompere quello che viene ritenuto un trauma sia per i tre bambini che per i genitori. La Corte d’appello dell’Aquila ha 60 giorni per pronunciarsi.
“I genitori non siano stati messi in condizione di comprendere i tecnicismi giuridici”
I legali di Nathan e Catherine evidenziano che i coniugi, con limitata conoscenza dell’italiano, non abbiano avuto la possibilità di comprendere i tecnicismi giuridici del provvedimento del Tribunale. In merito agli esami medici, si spiega nel ricorso che i genitori, non comprendendo la necessità di sottoporre bambini sani a esami ritenuti invasivi, cercavano di applicare un concetto tipico degli ordinamenti anglosassoni, ossia una polizza fideiussoria a tutela dell’integrità psicofisica dei minori.
Il progetto di ampliamento della casa nel bosco e la realizzazione dei servizi igienici
I genitori hanno già presentato la documentazione per realizzare i servizi igienici mancanti e ampliare gli spazi della loro abitazione. Inoltre, la disponibilità immediata a trasferirsi temporaneamente in un’unità messa a disposizione da un imprenditore elimina le contestazioni sulla sicurezza ambientale per i minori.
Il percorso di educazione domestica che sostituisce la scuola
L’accusa di abbandono scolastico è stata respinta con documenti che attestano un percorso di istruzione parentale pienamente legittimo. Riguardo all’isolamento sociale, contestato come grave pregiudizio per lo sviluppo dei bambini, i legali citano i contatti con coetanei e adulti, evidenziando una vita diversa dagli standard urbani. Infine, la difesa chiarisce che il rapporto con i media è stato solo un tentativo disperato di mostrare la quotidianità di una famiglia unita.
Il trasloco nella Casetta di Nonna Gemma
Intanto è iniziato un nuovo capitolo per la famiglia nel bosco. La nuova abitazione, situata a Contrada Portella, pochi chilometri da Palmoli, è stata organizzata da Nathan Trevallion che si è trasferito nella Casetta di Nonna Gemma, un cottage turistico ristrutturato e offerto in comodato d’uso gratuito da un ristoratore di Ortona, Armando Carusi. “Questa casa è perfetta, speriamo che si risolva tutto. Speriamo. Vediamo questa settimana”, ha dichiarato l’artigiano britannico. Il cottage offre due camere triple, cucina attrezzata, stufa a legna e wi-fi, per un soggiorno previsto di due mesi.
La famiglia divisa dal 20 novembre e le contestazioni dei giudici
La famiglia è separata dal 20 novembre. Catherine è stata trasferita insieme ai tre figli in una casa protetta a Vasto. Secondo i giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, ci sono segni di “negligenza genitoriale” nella cura dei bambini. Le contestazioni riguardano aspetti igienico-sanitari e la stabilità dell’abitazione, oltre alla presunta mancanza di socializzazione dei piccoli con i coetanei. I giudici hanno anche notato che i genitori avrebbero ostacolato il lavoro degli assistenti sociali, impedendo l’accesso all’abitazione durante le visite domiciliari e rifiutando di partecipare ad attività di supporto.