Le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela continuano a deteriorarsi con nuove sanzioni e tensioni militari

01.12.2025 16:35
Le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela continuano a deteriorarsi con nuove sanzioni e tensioni militari

Le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela si inaspriscono con attacchi mirati

A partire da settembre, gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi contro presunti narcotrafficanti al largo delle coste del Venezuela. Nel mese di novembre, Washington ha schierato una portaerei e altre navi militari nel mar dei Caraibi, e lo scorso lunedì ha designato il presidente Nicolás Maduro come capo di un’organizzazione terroristica. Nonostante una controversa conversazione telefonica tra Donald Trump e Maduro, il contenuto della quale rimane sconosciuto, è probabile che le tensioni tra i due paesi aumentino ulteriormente. Le relazioni sono diventate particolarmente delicate dopo il ritorno di Trump alla presidenza a gennaio, in un contesto di conflitto che si protrae da oltre 25 anni, da quando Hugo Chávez fu eletto per la prima volta, riporta Attuale.

Chávez, predecessore di Maduro, è stato il promotore della svolta socialista del paese attraverso la «rivoluzione bolivariana», combattendo contro quello che definiva «liberismo selvaggio» e «imperialismo statunitense». Da allora, le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela si sono deteriorate, indipendentemente dall’amministrazione al potere, siano esse Repubblicane o Democratiche.

Il Venezuela ha accusato gli Stati Uniti di aver sostenuto un tentativo di colpo di stato nel 2002, mentre Washington ha reagito imponendo sanzioni contro il regime di Maduro, che dal 2013 ha governato in modo sempre più autoritario. Maduro ha giustificato la sua posizione affermando che esiste una minaccia di invasione per destituirlo.

Le relazioni tra i due paesi si sono sempre basate sul petrolio, con il Venezuela che detiene le maggiori riserve al mondo. Le compagnie statunitensi, per decenni, hanno investito nel settore petrolifero venezuelano, anche durante la dittatura di Marcos Pérez Jiménez, il quale mantenne il potere con violenza fino al 1958. La Legione al merito gli fu conferita dall’amministrazione di Dwight Eisenhower, mentre Exxon e Mobil aumentarono la loro presenza nel paese negli anni Cinquanta.

Nel pieno della Guerra Fredda, il Venezuela era considerato un alleato cruciale contro la crescente influenza comunista, soprattutto dopo la revoluzione cubana. Nel 1976, il governo venezuelano fondò la PDVSA, nazionalizzando l’industria petrolifera, la quale mantenne però collaborazioni con aziende statunitensi e attirò investimenti stranieri, diventando sempre più potente.

Hugo Chávez conquistò la presidenza nel 1998, promettendo di rivoluzionare la politica venezuelana. Si avvicinò a paesi come Russia, Cina e Iran, mentre la sua retorica antiamericana si intensificava. La PDVSA continuò a rifornire gli Stati Uniti di petrolio, ma ridusse l’influenza delle compagnie americane.

Il tentato colpo di stato del 2002 contro Chávez venne sventato grazie a manifestazioni popolari che riportarono il presidente al potere. Tuttavia, questo evento intensificò ulteriormente il deterioramento delle relazioni con Washington, che Chávez accusò di essere dietro il complotto. Successivamente, le sanzioni economiche hanno aggravato la già critica crisi in Venezuela, portando a un’emigrazione di massa.

Le sanzioni, inizialmente imposte da Barack Obama, furono ampliate da Trump tra il 2017 e il 2019, isolando il paese e limitando gli acquisti di petrolio. Nel 2018, Maduro, già al potere in modo autoritario, fu rieletto in elezioni contestate, mentre Juan Guaidó, leader dell’opposizione, si autoproclamò presidente ad interim, ricevendo il riconoscimento degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali. Tuttavia, Maduro mantenne il controllo sull’esercito e sulle risorse chiave del paese.

Negli anni successivi, le diplomatiche tra Stati Uniti e Venezuela sono tornate a interagire, con una parziale attenuazione delle sanzioni in cambio della promessa di elezioni democratiche nel 2024, promesse che Maduro non ha mantenuto. Le pressioni internazionali, così come le condanne per corruzione e violazioni dei diritti umani, non hanno prodotto cambiamenti significativi nella situazione politica.

Con il nuovo mandato di Trump, che è coinciso con il mantenimento di Maduro al potere, la situazione è tornata a deteriorarsi. L’intento dichiarato degli Stati Uniti appare essere quello di rovesciare il regime di Maduro, facendo leva su accuse di narcotraffico, utilizzate come giustificazione per le azioni militari e diplomatiche intraprese.

1 Comments

  1. È incredibile vedere come le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela continuino a salire… Sembra proprio che non ci sia una via d’uscita. Questo gioco politico fa pensare solo a uno scenario sempre più caotico, mentre noi qui in Italia dobbiamo affrontare le nostre sfide quotidiane. E la gente continua a soffrire!

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