Femminicidio a Monte Roberto: Sadjide Muslija trovata uccisa, marito ricercato dopo precedenti di violenza

03.12.2025 21:55
Femminicidio a Monte Roberto: Sadjide Muslija trovata uccisa, marito ricercato dopo precedenti di violenza

Monte Roberto (Ancona) – La frazione di Pianello Vallesina è stata teatro di una tragedia annunciata, con il ritrovamento di Sadjide Muslija, 49enne di origine macedone, massacrata nel suo letto. L’evento si è verificato ieri, poco prima delle 13. L’indiziato principale è il coniuge, Nazif Muslija, 50enne macedone, la cui scomparsa dalla mattina di mercoledì 3 dicembre ha sollevato i sospetti degli inquirenti. L’uomo ha un passato di maltrattamenti e una condanna, ed è attualmente oggetto di una ricerca che si estende oltre i confini regionali, riporta Attuale.

Indagini e primo intervento dei carabinieri

L’assenza ingiustificata di Sadjide dal lavoro ha dato il via alle indagini, con una segnalazione del datore di lavoro e di una collega agli agenti della stazione di Moie di Maiolati Spontini. Costretti a sfondare la porta, i carabinieri hanno trovato una scena agghiacciante: la donna con il viso sfigurato e coperto di sangue. Il personale sanitario non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Le indagini della sezione scientifica si sono prolungate fino a notte, cercando l’arma del delitto, che potrebbe essere un bastone. L’orario della morte è ancora al vaglio: un operatore ecologico ha riferito di aver visto la donna gettare la spazzatura intorno alle 9 del mattino.

Il profilo di Nazif Muslija e la violenza domestica

Nazif Muslija è già noto alle forze dell’ordine per la sua aggressività nei confronti della moglie. La coppia, genitori di un ragazzo di 26 anni residente in Svizzera, aveva tentato di riconciliarsi recentemente. Tuttavia, la loro relazione era segnata da un’escalation di violenza, culminata lo scorso aprile quando, armato di un’ascia, aveva minacciato la moglie e distrutto il suo telefono. La denuncia di Sadjide parlava di maltrattamenti continuativi da almeno due anni. L’uomo, dopo essere stato arrestato in aprile, aveva patteggiato una pena di un anno e dieci mesi, sospesa e subordinata alla partecipazione a un corso per uomini maltrattanti.

Le difficoltà nel percorso di riabilitazione

L’avvocato di Nazif Muslija ha dichiarato che l’uomo non ha potuto iniziare il percorso previsto a causa della mancanza di posti nell’associazione antiviolenza. “Nell’attesa, si è rivolto a uno psicologo, andandoci due-tre volte. Lunedì ha parlato con le assistenti sociali e il percorso avviato dal tribunale avrebbe dovuto cominciare nella prossima primavera”, ha spiegato il legale.

La reazione del figlio: “Me lo aspettavo”

Il figlio della coppia, informato della morte della madre, ha commentato: “Purtroppo me lo aspettavo”. Dopo un periodo di separazione forzata, Sadjide aveva deciso di perdonare il marito e ritirare le pratiche di separazione, sperando in un cambiamento del coniuge. Tuttavia, questa riappacificazione, alimentata dalla speranza di un futuro migliore, ha tragicamente riaperto le porte al suo aggressore, come evidenziato dalle indagini coordinate dal pm Rosario Lioniello.

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