Proteste di massa in Bulgaria contro il governo e la corruzione
Da oltre una settimana la Bulgaria è scossa da enormi proteste, descritte da vari media come le più grandi e partecipate degli ultimi decenni. Le manifestazioni sono nate come critica ad alcune norme relative al bilancio dello Stato, che prevedevano un aumento delle tasse sul settore privato per finanziare un incremento degli stipendi dei dipendenti pubblici, considerati dal governo un’importante riserva di voti. Lunedì sera, decine di migliaia di persone si sono riunite a Sofia e in altre città, e mercoledì il parlamento bulgaro ha ritirato le norme contestate. Tuttavia, le proteste non si sono fermate; la stessa sera, migliaia di manifestanti hanno chiesto le dimissioni del governo, e nuovi appuntamenti di mobilitazione sono previsti nei prossimi giorni, riporta Attuale.
Il presidente Rumen Radev ha richiesto le dimissioni del governo, sostenendo che siano necessarie elezioni anticipate. Il governo, tuttavia, si rifiuta di dimettersi.
Le proteste coinvolgono molti bulgari tra i 20 e i 30 anni e sono sostenute, almeno in parte, da due partiti di opposizione, Bulgaria Democratica e Continuiamo il Cambiamento, entrambi di orientamento liberale e filoeuropeo. Allo stesso tempo, le manifestazioni hanno attratto anche un vasto numero di cittadini che non si identificano necessariamente con questi partiti e che lamentano problemi sistemici come la corruzione e l’immobilismo della politica.
Il governo bulgaro è sostenuto da una coalizione di minoranza con il supporto esterno di alcuni partiti. Questa coalizione include il partito di centrodestra Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria, il Partito Socialista Bulgaro, di orientamento filorusso, e il partito nazionalista C’è un tale popolo, guidato da Delyan Peevski, un influente uomo d’affari e deputato.
Peevski è uno dei politici più criticati dai manifestanti. Sebbene non ricopra un ruolo ufficiale nel governo, è considerato uno dei più potenti del paese, rappresentando per molti bulgari i problemi della classe politica. È sotto sanzioni da anni da parte dei governi degli Stati Uniti e del Regno Unito per corruzione, pur non essendo mai stato condannato.
La Bulgaria è uno dei paesi più poveri dell’Unione Europea e adotterà l’euro il prossimo 1° gennaio, nonostante le forti resistenze da parte di molti cittadini, preoccupati per un aumento del costo della vita. La legge di bilancio attualmente in discussione sarà la prima in euro. La situazione politica è instabile, con un parlamento frammentato: negli ultimi tre anni ci sono stati sette governi, tutti molto fragili e di breve durata, con le ultime elezioni tenutesi a ottobre 2024, dopo lunghe e complicate trattative per la formazione di un governo.
L’opposizione ha annunciato l’intenzione di presentare una nuova mozione di sfiducia venerdì. Secondo molti osservatori, è probabile che nuove elezioni possano svolgersi nei prossimi mesi.