Putin e Modi: la complessa relazione tra India e Russia nel 2025
La visita di Vladimir Putin a Delhi, accolta con grande cerimonia e tappeti rossi, segna un momento critico nelle relazioni tra India e Russia. Negli ultimi vent’anni, il legame tra le due nazioni ha visto un miglioramento, ma oggi sembra essersi bloccato, se non addirittura indietreggiato. Le relazioni tra gli Stati Uniti e l’India sono tese, e in caso di forti tensioni, ci si chiede chi realmente stia “perdendo” in questo scenario geopolitico, riporta Attuale.
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha cercato di consolidare rapporti sia con Mosca che con il suo storico rivale, la Cina di Xi Jinping. Tuttavia, le politiche della Casa Bianca, come l’imposizione di dazi del 50% sulle esportazioni indiane verso gli Stati Uniti, hanno complicato ulteriormente il quadro. Modi si trova a dover prendere decisioni difficili mentre cerca di mantenere una posizione di equilibrio tra le diverse potenze mondiali.
Il 2025 rappresenta per Modi uno degli anni più difficili nella sua politica estera, contraddistinto da un tentativo di mantenere l’indipendenza strategica dell’India. Il concetto di “multi-allineamento” diventa cruciale in questo contesto, specialmente mentre l’India acquista petrolio scontato dalla Russia. Tuttavia, la risposta di Washington è stata severa, con dazi raddoppiati che minacciano ulteriormente l’economia indiana.
In questo frangente, i leader indiani devono affrontare la consapevolezza che l’India non occupa una posizione centrale nelle preoccupazioni statunitensi. Mentre altri paesi hanno beneficiato di sconti, l’India ha ricevuto un trattamento differente, evidenziando la perdita di attenzione da parte dell’amministrazione americana. Inoltre, le tensioni regionali e le rivalità in atto complicano le relazioni di Delhi con le potenze circostanti.
Nonostante l’importanza strategica dell’India, con una demografia in crescita e una crescente influenza nel Sud globale, Washington sembra percepirla come una nazione non indispensabile e punita per le sue scelte. Modi deve quindi navigare un sentiero stretto; gli Stati Uniti restano un mercato chiave per le esportazioni indiane, mentre contemporaneamente non può permettersi di sembrare debole nei confronti di Pechino o dell’alleato russo.
Il rilascio di Putin per Modi ha anche un significato simbolico e pratico: la storica relazione con Mosca è vitale per garantire forniture di sistemi di difesa, ma è anche un modo per affermare la propria posizione in un contesto geopolitico difficile. La possibilità di un accordo commerciale tra Delhi e Bruxelles entro la fine dell’anno pone ulteriori interrogativi sulle future alleanze, specialmente in un contesto in cui l’India stringe legami con la percepita “bestia nera” dell’Unione Europea. La questione resta se Modi rischi di perdere l’Europa per avvicinarsi ulteriormente a Mosca.