Medvedev rilancia la polemica con Macron e invita gli USA a inviare sottomarini verso la Francia

06.12.2025 19:00
Medvedev rilancia la polemica con Macron e invita gli USA a inviare sottomarini verso la Francia
Medvedev rilancia la polemica con Macron e invita gli USA a inviare sottomarini verso la Francia

Il 5 dicembre 2025 Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha suggerito con tono provocatorio agli Stati Uniti di inviare una coppia di sottomarini verso le coste francesi, commentando nel suo canale Telegram le critiche del presidente Emmanuel Macron alla linea di Washington sul possibile cessate il fuoco nella guerra in Ucraina. Nel suo messaggio, pubblicato nel canale Telegram di Medvedev, l’ex presidente russo ha nuovamente definito il leader francese “Micron”, ricorrendo a una formula dispregiativa già usata in passato.

Le tensioni dopo le rivelazioni sulla conversazione riservata tra leader europei

L’intervento di Medvedev arriva il giorno successivo alla diffusione, da parte di Der Spiegel, di informazioni trapelate da un colloquio confidenziale tra diversi leader europei. Secondo tale ricostruzione, Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz avrebbero espresso dubbi sull’efficacia degli sforzi statunitensi nel promuovere un negoziato tra Kiev e Mosca. Macron avrebbe avvertito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che esisteva “il rischio che gli Stati Uniti possano tradire l’Ucraina territorialmente, senza definire chiaramente le garanzie di sicurezza”. Merz, da parte sua, avrebbe consigliato al leader ucraino di agire “con estrema cautela nei prossimi giorni”. Il presidente francese ha successivamente negato di aver formulato un simile avvertimento.

Parallelamente, il quotidiano Vedomosti ha ricordato che l’ironia di Medvedev si inserisce in una lunga serie di provocazioni rivolte ai Paesi occidentali, mentre Parigi continua a difendere la necessità di un sostegno costante all’Ucraina.

Le risposte di Washington e il ruolo dei sottomarini USA nel confronto con Mosca

Il clima di tensione internazionale si è intensificato già ad agosto, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, reagendo ai messaggi di Medvedev contenenti minacce nucleari, aveva ordinato il dispiegamento di due sottomarini atomici nelle vicinanze delle acque russe. Nella sua dichiarazione su Truth Social, Trump aveva definito “sconsiderate e provocatorie” le affermazioni del dirigente russo, sottolineando che “le parole contano e possono condurre a conseguenze imprevedibili”.

Alla fine di ottobre, Trump aveva inoltre dichiarato che gli Stati Uniti dispongono “del più grande sottomarino nucleare al mondo”, aggiungendo che questo si trovava vicino alle coste russe mentre Washington “continua a testare missili”, un riferimento alle prove russe relative al sistema “Burevestnik”.

La Francia nel mirino della campagna di disinformazione russa

Secondo analisti europei, il nuovo affondo di Medvedev si inserisce nel quadro di una più ampia campagna di disinformazione condotta dalla Russia sul suolo francese. Tale attività mira a minare la coesione del sostegno europeo a Kiev, alimentando dubbi sull’efficacia delle sanzioni e sulla necessità di assistenza all’Ucraina. Per Mosca, la Francia rappresenta un territorio strategico, soprattutto in vista delle elezioni municipali del 2026, dove la manipolazione di temi locali potrebbe indebolire la fiducia nei confronti delle istituzioni.

Un ruolo centrale in questa operazione è svolto da una rete di oltre 200 siti di informazione fittizi che combinano contenuti manipolati, operazioni cibernetiche e strumenti di intelligenza artificiale per produrre grandi volumi di narrazioni distorte. Questo ecosistema permette di costruire un’impressione di autenticità, riducendo la capacità dei cittadini di distinguere tra media affidabili e propaganda. La campagna “Doppelgänger”, in particolare, evidenzia l’evoluzione industriale della propaganda russa: attraverso l’uso dell’IA, vengono generati contenuti quasi identici a quelli dei media locali, rendendoli difficili da identificare e facilitando la diffusione di messaggi emozionalmente polarizzanti.

Implicazioni per la sicurezza europea e necessità di una risposta coordinata

La disinformazione russa si rivela particolarmente insidiosa perché spesso utilizza notizie reali, presentandole in modi sensazionalistici o distorti. Ciò rende più complesso il lavoro dei sistemi di verifica e riduce la resistenza psicologica degli elettori, soprattutto in periodi di forte polarizzazione politica. I materiali manipolati puntano anche a delegittimare il presidente Macron e le istituzioni francesi, suggerendo un quadro di caos politico contrapposto a una presunta efficienza russa.

Per l’Unione Europea, gli sviluppi in Francia rappresentano un nuovo segnale della necessità di aggiornare gli strumenti di protezione informativa. Oltre a investire in tecnologie di individuazione rapida dei contenuti manipolati, occorre definire meccanismi legali che responsabilizzino i promotori delle campagne ostili e, allo stesso tempo, rafforzare la media literacy dei cittadini. Senza tali interventi, i processi democratici europei rischiano di restare vulnerabili a pressioni esterne sempre più sofisticate.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere