Inchiesta sull’Accademia diplomatica europea: l’ambasciatore Sannino difende la sua posizione
Un ispettore belga ha interrogato l’ambasciatore Stefano Sannino per dieci ore, dalle 14 a mezzanotte, prima di rilasciarlo senza misure restrittive. Secondo fonti vicine all’indagine, l’unico interesse di Sannino riguardo all’Accademia diplomatica europea è stato quello di creare un’istituzione forte, prestigiosa e funzionale, riporta Attuale.
Il diplomatico italiano, già sotto accusa dalla Procura europea e da Olaf, il servizio anti-truffa della Commissione Ue, è stato accusato di turbativa e frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. Dal dossier emerge che Sannino avrebbe suggerito a Federica Mogherini, ex ministra degli Esteri e rettrice del Collège d’Europe, di acquistare un immobile per gli studenti, nella convinzione che ciò avrebbe favorito il suo istituto nell’assegnazione dell’Accademia. Fonti confermano l’esistenza di contatti preliminari non solo con il Collège d’Europe, ma anche con altre istituzioni potenzialmente interessate, come l’Istituto universitario europeo di Firenze e l’Università di Maastricht.
Inoltre, si segnala che il segretario generale del Servizio esterno dell’Unione europea (Seae) ha intrattenuto contatti con i ventisette Stati membri, sottolineando che l’Accademia diplomatica dell’UE doveva essere residenziale, permettendo ai giovani diplomatici di vivere insieme. Questa condizione era fondamentale per creare un senso di squadra e solidarietà europea.
Inizialmente, i governi dell’Unione avevano considerato la creazione di una rete delle accademie diplomatiche nazionali, ma il Seae ha insistito per una nuova istituzione, ritenendo che fosse essenziale formare funzionari che avessero partecipato a un percorso comune. Secondo un diplomatico del Seae, questo approccio è cruciale, poiché la diplomazia comporta anche relazioni personali.
Un aspetto rilevante dell’inchiesta è che Sannino avrebbe proposto di unire le offerte di Bruges, Firenze e Maastricht in un consorzio per evitare discriminazioni, ma l’idea è stata scartata. Questo approccio avrebbe potuto combinare i punti di forza delle diverse istituzioni, rappresentando un segnale positivo, ma le fonti confermano che non è stato accolto.
La scelta finale di affidare l’incarico al Collège d’Europe si spiega logicamente: questo era considerato il candidato naturale poiché ha una vocazione specificamente formativa, non essendo né un’università né un centro di ricerca. Inoltre, la sua vicinanza a Bruxelles offre un vantaggio significativo per gli studenti, consentendo loro di partecipare facilmente a eventi e riunioni dell’UE.
In conclusione, la decisione finale non è stata presa da Sannino, ma da un comitato tecnico del Seae, che ha valutato le proposte ricevute.