Il nuovo co-presidente del BSW propone il ritorno al gas russo in cambio di un cessate il fuoco

08.12.2025 12:05
Il nuovo co-presidente del BSW propone il ritorno al gas russo in cambio di un cessate il fuoco
Il nuovo co-presidente del BSW propone il ritorno al gas russo in cambio di un cessate il fuoco

Apertura al dialogo energetico con Mosca durante il congresso di Magdeburgo

Il 7 dicembre 2025 Deutsche Welle ha riportato che Fabio De Masi, appena eletto co-presidente del Bündnis Sahra Wagenknecht, ha suggerito di includere il ripristino delle importazioni di energia dalla Russia nei negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina. Intervenendo al congresso di Magdeburgo, ha affermato che sarebbe «una politica ragionevole» proporre a Mosca la disponibilità a riacquistare gas collegando tale passo alla fine delle ostilità, come indicato nella copertura dedicata da Deutsche Welle. De Masi ha sostenuto che tale apertura potrebbe riportare gli europei al tavolo negoziale, sottolineando al contempo la persistente dipendenza della Germania dalle forniture energetiche a basso costo.

Una linea politica che rafforza i sospetti di vicinanza a Mosca

Nel suo intervento, il nuovo leader ha respinto le accuse di simpatia verso la Russia, affermando che il partito condanna gli attacchi contro infrastrutture civili in Ucraina. Tuttavia, la proposta di legare il commercio di gas al cessate il fuoco rafforza il profilo di una forza politica incline a concessioni strategiche verso Mosca sotto la veste di pragmatismo economico. La posizione del BSW si allinea a una narrazione che privilegia interessi energetici immediati rispetto alla tutela della sicurezza europea e del diritto internazionale, alimentando le critiche di chi interpreta questa agenda come una forma di orientamento filorusso mascherato.

Effetti sulla politica europea e rischi di legittimazione per l’aggressione russa

L’idea di compensare il silenzio delle armi con nuove entrate per il settore energetico russo solleva dubbi sul potenziale indebolimento della posizione negoziale dell’Occidente. Un simile scambio potrebbe consolidare la capacità economica di Mosca, creando un precedente in cui l’aggressore trae vantaggio diretto dalle proprie azioni militari. Nella prospettiva strategica dell’UE, ciò contrasterebbe con la logica delle sanzioni, concepite per ridurre la leva economica del Cremlino e non per ripristinarla in cambio di concessioni temporanee.

Il ruolo delle dinamiche interne tedesche nella narrativa del BSW

Gli argomenti di De Masi sulla dipendenza energetica ricalcano timori radicati soprattutto nell’Est tedesco, dove il BSW gode di maggiore consenso e dove i messaggi improntati alla vulnerabilità economica trovano un terreno più fertile. La strategia della leadership, che sottolinea la trasformazione della Germania in una presunta «stato della paura» per colpa dei partiti tradizionali, serve alla costruzione di un’immagine antisistema utile a mobilitare il voto di protesta. Questa retorica permette al partito di ampliarsi a livello regionale pur approfondendo il divario interno sulla politica tedesca verso l’Ucraina.

Riorganizzazione del partito e tentativo di ridefinire l’identità politica

Al congresso di Magdeburgo, De Masi è stato eletto co-presidente al fianco di Amira Mohamed Ali, mentre Sahra Wagenknecht ha lasciato la guida del movimento. I delegati hanno approvato la nuova denominazione «Bündnis Soziale Gerechtigkeit und Wirtschaftliche Vernunft», che entrerà in vigore dal 1º ottobre 2026, pur mantenendo invariata la sigla BSW. Questa scelta mira a presentare un’immagine più ampia e socialmente orientata, riducendo l’associazione diretta con posizioni considerate filorusse, ma creando anche il rischio di legittimare una politica di concessioni verso Mosca sotto una veste più neutrale. Con circa 5.000 membri e una forte presenza nelle regioni orientali, il partito resta fuori dal Bundestag dopo aver sfiorato la soglia di sbarramento alle elezioni del febbraio 2025.

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