Se Stranger Things fosse reale, oggi saremmo nel Sottosopra. Nella Giornata mondiale dei diritti umani del 10 dicembre, la realtà sembra quella di una dimensione parallela, abitata dal Mind Flayer e dai Demogorgoni, dove la legge del più forte domina e la sopravvivenza è legata alla violenza. Il rapporto più recente di Amnesty International parla chiaro: il mondo è in crisi. L’autoritarismo cresce, il dissenso viene represso, civili, migranti e minoranze subiscono violenze, i conflitti si moltiplicano, il clima peggiora e le future generazioni sembrano abbandonate. In mezzo a tanta durezza emerge però una verità urgente: la resistenza, l’impegno civile, l’azione collettiva non sono più opzionali, sono necessità, riporta Attuale.
Il diritto a un ambiente salubre
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, il primo a superare il limite di 1,5° C rispetto all’era pre-industriale, e il 2025 non mostra segni di tregua. Il clima estremo porta più della sola afa: desertificazione, raccolti perduti, disastri naturali, fame e povertà crescenti. In questo contesto, il diritto a un ambiente salubre, all’acqua e al cibo si trasforma in un miraggio. Ciò che dovrebbe unire, come la terra, diventa fonte di esclusione e sofferenza.
Il diritto alla pace e alla protezione umanitaria
La guerra, in tutte le sue forme, è ormai una condizione permanente. Civili muoiono ogni giorno, famiglie perdono tutto, la paura accompagna ogni passo. Arresti arbitrari e repressione sono all’ordine del giorno. In molti conflitti, come nella Striscia di Gaza, la tregua è solo apparente: i bombardamenti continuano, la fame si diffonde e gli sfollati aumentano. Il diritto alla pace e alla protezione umanitaria, che dovrebbe essere universale, viene calpestato con costanza.
I diritti delle minoranze
E non tutti affrontano queste crisi allo stesso modo. Donne, minoranze, rifugiati, comunità LGBTI+ e gruppi vulnerabili pagano il prezzo più alto. La discriminazione, le violenze di genere, l’esclusione sociale e la negazione dei diritti civili rendono evidente un’ingiustizia strutturale. La libertà, il rispetto e l’uguaglianza non sono più garantiti. Ogni diritto va conquistato e difeso ogni giorno.
I 50 anni di Amnesty International
Per l’Italia, il 2025 ha anche un significato speciale: si celebrano i 50 anni di Amnesty International Italia. Cinque decenni di impegno civile, educazione ai diritti, aiuto alle vittime e pressione sui governi. Generazioni di giovani hanno imparato che i diritti non sono concessioni, ma conquiste da rivendicare. Studenti, attivisti e cittadini hanno sempre tenuto alta la bandiera della giustizia e della dignità. Oggi, in un mondo fragile, quell’eredità pesa ancora di più: l’anniversario è un richiamo a fare, non a ricordare. La Giornata mondiale dei diritti umani non può ridursi a una ricorrenza. Deve diventare momento di consapevolezza e di azione concreta, con coraggio. Il mondo è spaccato e ingiusto, ci chiede di essere cambiato. Occorre difendere la vita, la libertà e l’ambiente, resistere all’oppressione e alla guerra. E soprattutto credere che un altro mondo sia possibile, perché la dignità umana non è un’astrazione: è un diritto universale.
Incredibile ma vero, oggi il mondo sembra davvero un posto alla rovescia… dove i diritti sono solo un miraggio! La situazione è tragica e non si può restare in silenzio. Se non ci mobilitiamo ora, cosa ci aspetta? È ora di lottare per un futuro migliore!