Un giudice federale ordina la sospensione del dispiegamento della Guardia Nazionale a Los Angeles
Un giudice federale degli Stati Uniti ha ordinato all’amministrazione del presidente Donald Trump di interrompere il dispiegamento della Guardia Nazionale a Los Angeles, in California, dove erano stati inviati in estate per contrastare le proteste antigovernative e le grosse operazioni anti-immigrazione in città. È praticamente certo che l’amministrazione farà ricorso, e il giudice d’appello potrebbe sospendere l’entrata in vigore della sentenza di primo grado mentre si svolge il processo, riporta Attuale.
Il ricorso contro l’invio della Guardia Nazionale era stato presentato dal governatore della California, Gavin Newsom, esponente del Partito Democratico e principale avversario politico di Trump. L’ordinanza in questione riguardava un ordine emesso ad agosto, che conferiva il comando di 300 soldati fino al febbraio del 2026. Secondo il giudice Charles R. Breyer, le condizioni nello stato non giustificano più la presenza dei soldati, obbligando così l’amministrazione a restituire il comando al governo dello stato.
Il numero di soldati ancora dispiegati in città si è comunque notevolmente ridotto negli ultimi mesi, arrivando attualmente a circa un centinaio. Questa decisione giunge in un contesto di crescente tensione tra amministrazione federale e autorità locali nelle questioni di sicurezza e ordine pubblico.
Negli ultimi anni, l’uso della Guardia Nazionale per gestire situazioni di crisi in genere ha suscitato proteste e dibattiti politici, sollevando interrogativi sulle giurisdizioni e i diritti degli Stati rispetto al governo federale. In questo caso, la decisione del giudice potrebbe riflettere una tendenza più ampia riguardante il controllo e l’uso delle forze militari in ambito civile.