Nove arresti per un sistema di truffe da 30 milioni che ha colpito la onlus del Duomo di Firenze

11.12.2025 18:15
Nove arresti per un sistema di truffe da 30 milioni che ha colpito la onlus del Duomo di Firenze

Maxi truffa da 30 milioni: nove arresti per frodi informatiche in Italia

La procura di Brescia ha avviato un’indagine su un gruppo di persone accusate di aver realizzato un giro di truffe, utilizzando frodi informatiche per incassare fatture false dell’importo stimato di 30 milioni di euro. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia della onlus Opera di Santa Maria del Fiore, che gestisce importanti monumenti a Firenze e ha subito una truffa superiore a un milione e mezzo di euro, riporta Attuale.

Giovedì scorso, nove individui sono stati arrestati in diverse città italiane, accusati di reati quali emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Nella stessa giornata, la polizia di Stato ha condotto 21 perquisizioni, sequestrando oltre 500mila euro in contante.

Secondo le indagini della procura, i soggetti coinvolti avrebbero riciclato ingenti somme di denaro ottenuto tramite fatture false. Il meccanismo era semplice: le aziende truffate, tra cui l’Opera di Santa Maria del Fiore, effettuavano bonifici per pagare servizi su conti intestati a ditte fantasma; queste ultime trasferivano i fondi su conti esteri per ostacolarne la tracciabilità, e i capi dell’organizzazione restituivano il denaro in contante agli altri coinvolti, trattenendo una commissione.

Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata dall’Opera di Santa Maria del Fiore nell’agosto del 2024, quando era stata truffata durante un intervento di restauro. In quel caso, la onlus aveva effettuato un bonifico a una ditta risultata inesistente per lavori di ristrutturazione del Complesso Eugeniano di Firenze. Le indagini hanno poi portato all’identificazione di una serie di conti correnti, sia in Italia che a livello internazionale, riconducibili a due fratelli italiani, ritenuti dai detective tra i principali responsabili della truffa. Gli altri arrestati hanno nazionalità cinese, albanese e nigeriana.

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