L’arresto di Narges Mohammadi, attivista iraniana e premio Nobel per la Pace
L’attivista iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace nel 2023 per la sua lotta contro l’oppressione delle donne e per i diritti umani in Iran, è stata arrestata venerdì a Mashhad, nel nordest del paese, mentre partecipava a una veglia funebre per Khosrow Alikordi, un importante avvocato di diritti umani trovato morto il 5 dicembre nel suo ufficio in circostanze poco chiare, riporta Attuale. La fondazione che gestisce ha riferito che le forze di sicurezza hanno picchiato Mohammadi, portandola in un carcere gestito dal nucleo di intelligence delle Guardie rivoluzionarie, il più potente corpo militare del regime iraniano. Altre persone, tra cui attivisti e avvocati per la libertà civili, sono state anch’esse arrestate in questo contesto.
Mohammadi, di 53 anni, ha già accumulato una condanna totale di oltre 13 anni di carcere, oltre a 154 frustate e numerosi divieti, per quelle che il regime considera attività di propaganda contro il paese. Dal novembre del 2021, era detenuta nella prigione di Evin a Teheran, nota per la detenzione di oppositori politici, giornalisti e cittadini stranieri, ma dal dicembre scorso si trovava in permesso temporaneo per motivi medici. Durante la sua detenzione, ha lanciato numerose campagne contro la tortura e le violenze in carcere, sostenendo anche le proteste scaturite dalla morte di Mahsa Amini nel 2023. Negli ultimi mesi, i sostenitori di Mohammadi avevano espresso preoccupazione per il rischio di un suo imminente arresto.