Intervista a Mateusz Morawiecki: Una visione pragmatica per l’Europa
ROMA – Nel corso di un recente evento, l’ex premier polacco Mateusz Morawiecki ha sottolineato la sua proposta riguardante il blocco dei beni russi congelati, affermando: «L’avevo già proposto io all’inizio della guerra». Morawiecki ha evidenziato come, durante il consiglio Ue del 10 marzo 2022, siano stati i leader europei come Scholz e Macron a escludere questa opzione, dichiarando che Orbán non rappresenta il colpevole di ogni ostacolo nell’Unione, ma che i blocchi sono il risultato degli interessi contrastanti dei vari Stati membri, riporta Attuale.
L’ex premier, noto per guidare il partito nazionalista PIS, ha evidenziato la necessità di evitare una ulteriore centralizzazione dell’Unione Europea e ha messo in discussione l’idea dell’“Europa delle nazioni”. Per Morawiecki, l’Unione Europea potrebbe affrontare le nuove sfide solo se fosse in grado di parlare con una sola voce, ma avverte che spingere verso soluzioni uniche non porterà a risultati positivi. «Meglio lavorare su un denominatore comune più basso e salvare l’Ue», ha affermato, richiamando l’importanza delle quattro libertà fondamentali sancite dai Trattati di Roma: libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali.
Quando gli è stato chiesto come l’Europa orientale possa affrontare la minaccia russa, Morawiecki ha esposto la sua fiducia nel fatto che negli ultimi quattro anni si sia già riusciti a farlo e che sia possibile continuare su questa strada. Ha sottolineato anche gli investimenti della Polonia nella difesa, sebbene riconosca che molte spese non siano state eccessivamente sagge, suggerendo che l’investimento in tecnologia nazionale sia cruciale per la sicurezza.
Riguardo alla questione dei confini e dei territori ucraini, Morawiecki ha dichiarato: «Spetta agli ucraini decidere», insistendo sull’importanza di garanzie di sicurezza solide per qualsiasi tipo di accordo. Ha messo in evidenza che le attuali proposte di dialogo da parte degli Stati Uniti necessitano di essere maneggiate con cautela, evidenziando il rischio che un’imposizione di scadenze favorisca la parte più forte, ovvero la Russia.
Inoltre, ha discusso dell’eventualità di una forza armata europea, affermando che considera tali proposte più teoriche che praticabili, dal momento che la NATO continua a garantire una protezione valida per gli Stati membri, piuttosto che un esercito europeo potenzialmente inefficace.
Morawiecki ha concluso esprimendo la necessità di costruire un’alleanza tra Stati Uniti e Unione Europea, suggerendo di chiudere il capitolo dei dazi e aprire una zona di libero scambio, attraverso la quale le due potenze diventino un fronte unito per affrontare le sfide globali, migliorando la posizione economia dell’Occidente rispetto a quella di Russia e Cina.
Ma che sorpresa, Morawiecki ha sempre avuto una visione così netta delle cose. Certo, tra i vari leader dell’UE ci sono troppe divergenze, e alla fine i più deboli pagano il prezzo. E questo discorso delle quattro libertà… ma siamo sicuri che ci sia davvero unità in Europa? Forse siamo solo degli spettatori.