Il Senato brasiliano approva la riduzione della pena per Jair Bolsonaro
Il Senato del Brasile ha approvato in via definitiva un disegno di legge per ridurre la pena dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, condannato a più di 27 anni di carcere per aver tentato di organizzare un colpo di stato alla fine del 2022. Secondo le leggi attuali, Bolsonaro deve scontare almeno tra i sei e gli otto anni in carcere prima di essere idoneo al regime di detenzione alternativa. Il disegno di legge, approvato dalla Camera in prima lettura all’inizio di dicembre, prevede invece che debba rimanere in carcere al massimo tra i due e i quattro anni, a seconda dell’interpretazione dei giudici, riporta Attuale.
Per entrare in vigore, la legge deve essere approvata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Lula ha quindici giorni di tempo per decidere se porre il veto, una decisione che potrebbe essere superata dal parlamento con il voto di almeno 257 deputati e 41 senatori.
Il disegno di legge è stato presentato dal deputato Paulinho da Força, del partito di centro Solidariedade, e approvato con una maggioranza che riflette una mediazione tra i partiti di estrema destra, sostenitori di Bolsonaro, e quelli di centro e centrodestra. I sostenitori di Bolsonaro avevano chiesto di votare su un’amnistia, che avrebbe estinto la pena e portato alla scarcerazione dell’ex presidente, proposta che ha trovato notevoli resistenze tra l’opinione pubblica, contraria secondo i sondaggi.
I partiti di sinistra che sostengono il governo di Lula hanno votato contro la riduzione della pena. Alla Camera, la legge è stata approvata con 291 voti favorevoli contro 148 contrari, mentre al Senato ha ottenuto 48 voti a favore e 25 contrari.
Bolsonaro, attualmente di 70 anni, ha governato il Brasile dal 2019 al 2022, anno in cui è stato sconfitto da Lula. A settembre, è stato condannato per aver elaborato un piano per restare al potere nonostante la sconfitta nelle elezioni, cercando di impedire l’insediamento di Lula attraverso l’assalto a varie istituzioni a Brasilia. Il piano è fallito a causa dell’opposizione di diversi ufficiali dell’esercito.
Bolsonaro ha iniziato a scontare la pena a novembre ed è ancora influente nell’estrema destra brasiliana, che ha avviato discussioni su come sostituirlo. Dal carcere, ha supportato il figlio Flávio come candidato della destra alle prossime elezioni presidenziali del 2026, designandolo come suo successore. Flávio ha dichiarato che rinuncerebbe alla candidatura solo se fosse concessa l’amnistia al padre e se Jair Bolsonaro fosse autorizzato a ricandidarsi.
Al momento, tuttavia, la possibilità di tale scenario appare remota, dato che a Jair Bolsonaro è stato anche impedito di candidarsi fino al 2030. Il Partito Liberale ha annunciato l’intenzione di riproporre la questione dell’amnistia per Bolsonaro in parlamento l’anno prossimo.