Identificato l’attentatore della Brown University, trovato morto in New Hampshire
Le autorità hanno annunciato ieri sera di aver identificato e localizzato l’attentatore della Brown University, trovato morto nel box di un magazzino a Salem, New Hampshire. Si tratta di Claudio Neves Valente, 48 anni, portoghese ed ex studente della Brown University, che si sarebbe suicidato. L’attacco, avvenuto il 13 dicembre, ha causato la morte di due studenti e ferito altri nove durante gli esami nell’edificio di ingegneria “Barus & Holley”, riporta Attuale.
Dopo una caccia durata cinque giorni, le forze dell’ordine hanno confermato di aver trovato Valente poco dopo le 21.00 di lunedì. Nella stessa serata, ha anche commesso un omicidio a Brookline, Massachusetts, dove ha ucciso il professor Nuno Loureiro, scienziato nucleare del MIT, già in gravi condizioni al suo arrivo in ospedale, dove è deceduto il giorno successivo.
Nonostante il movente rimanesse sconosciuto, i dettagli sull’attentato alla Brown University non possono essere ignorati. Valente aveva frequentato l’università come dottorando in fisica tra il 2000 e il 2001, senza però completare il dottorato. Si era trasferito a Miami e aveva ricevuto un permesso di soggiorno nel 2017.
Un forte collegamento esiste tra Valente e Loureiro: entrambi erano portoghesi, fisici e avevano studiato presso la stessa università in Portogallo tra il 1995 e il 2000. Loureiro era una figura di primo piano nel suo campo, riconosciuto a livello internazionale e premiato da Joe Biden. Le speculazioni sul movente si sono diffuse, con ipotesi che collegano l’omicidio alla sua professione nel settore nucleare e alla fusione.
Nel frattempo, le voci di Laura Loomer, influente vicino a Donald Trump, hanno sollevato il sospetto di attacchi mirati contro università e comunità ebraiche durante Hannukah. Alcuni media hanno persino suggerito possibili legami tra l’omicidio di Loureiro e il conflitto tra Israele e Iran, mentre le autorità israeliane starebbero esplorando queste piste, pur affermando che non ci sono prove concrete.
Le indagini hanno rivelato che le autorità sono arrivate al nome di Valente 24 ore prima di trovare il suo cadavere. Le difficoltà nel reperire immagini chiare attraverso le telecamere di sorveglianza della Brown University sono state superate grazie a video di individui presenti prima e dopo l’attacco. Un testimone ha fornito informazioni utili che hanno portato a identificare l’auto del killer.
Valente aveva noleggiato una Nissan Sentra grigia all’aeroporto di Boston e l’aveva utilizzata per raggiungere la Brown University. Dopo l’omicidio di Loureiro, ha cambiato la targa e si è trasferito a Salem, dove le forze dell’ordine hanno trovato nel magazzino un telefono e due pistole convinte di avergli permesso di offuscare le sue tracce. Le autorità hanno dichiarato: «Sapeva come coprire le sue tracce in modo sofisticato».
Ma che mondo è diventato questo?! Sembra che le università non siano più luoghi di apprendimento, ma piuttosto teatri di atrocità. Due vite spezzate e per cosa? Non riesco a capire come qualcuno possa arrivare a tanto. La violenza non è mai la risposta, c’è bisogno di più dialogo e comprensione.