Alta tensione dentro la Lega di Matteo Salvini, con malumori nei confronti del ministro Giancarlo Giorgetti dopo l’incidente avvenuto durante i lavori sulla Legge di Bilancio. Ieri notte, al Senato, durante l’esame della manovra in Commissione Bilancio, è stato «incenerito» – per usare le parole del senatore Claudio Borghi – il pacchetto di emendamenti che prevedeva l’allungamento delle finestre pensionistiche, riporta Attuale.
Questi emendamenti sono stati immediatamente bloccati dalla Lega per non contraddire la storica battaglia identitaria del partito, il celebre «No alla riforma Fornero», che aveva innalzato l’età pensionabile. Secondo Borghi, «per la Lega non ci sarà alcun aumento dell’età pensionabile. Non oggi, non domani e nemmeno in un lontano futuro».
«Ci sono stati contatti»
La cancellazione degli emendamenti è avvenuta dopo una chiamata tra il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, e Giorgetti, in cui Romeo, a nome di Salvini, avrebbe esortato il ministro a togliere le proposte: «O li togli, o andiamo a casa». Borghi ha confermato la tensione: «Dire di non votare una proposta del Governo è di per sè una cosa forte», ma ha aggiunto che «ci sono stati contatti, nessun litigio».
«Non possiamo permettercelo»
Secondo Borghi, Giorgetti ha tentato di integrare il pacchetto di emendamenti, ritenuto scollegato dalla linea leghista, poiché le coperture erano considerate «virtuali», previste per un futuro lontano. «Ho capito sin dall’inizio che si trattava di semplici clausole di salvaguardia, ma comunque non posso permettermi politicamente di dare alcun segnale di tolleranza verso eventuali aumenti dell’età pensionabile, anche se solo in ipotesi», ha dichiarato Borghi.
L’opposizione: «Borghi nuovo ministro?»
L’opposizione ha colto l’occasione per attaccare, ironizzando sul ruolo di Borghi: «Il Partito Liberaldemocratico ringrazia Giancarlo Giorgetti per il lavoro svolto e prende tragicamente atto della nomina di Claudio Borghi a Ministro dell’Economia. In bocca al lupo comunque al nuovo ministro», ha scritto il deputato Luigi Marattin. Borghi ha risposto seccamente: «Mi vogliono proprio male».
Frizioni tra Mef e Carroccio
Questa non è la prima volta che Giorgetti riceve critiche dal suo partito. Tra il Mef e la Lega ci sono stati attriti, con Salvini che ha avuto qualche frizione con il ministro, il quale non ha sempre seguito le indicazioni del vertice leghista. In vari momenti, Giorgetti è apparso più allineato con Giorgia Meloni che non con il suo stesso leader.