Minacce contro una vicepresidente del Parlamento europeo

20.12.2025 12:30
Minacce contro una vicepresidente del Parlamento europeo
Minacce contro una vicepresidente del Parlamento europeo

Il 19 dicembre 2025 è emerso un nuovo caso di pressioni contro rappresentanti delle istituzioni europee impegnati a sostegno dell’Ucraina. Pina Picierno, eurodeputata italiana e vicepresidente del Parlamento europeo, è finita al centro di una campagna di intimidazioni legata alla sua posizione apertamente filo-ucraina e al suo ruolo attivo nel contrasto alla disinformazione russa nello spazio europeo.

Secondo quanto riportato nel profilo dedicato a Pina Picierno, eurodeputata italiana minacciata per il sostegno all’Ucraina, la vicepresidente dell’Eurocamera riceve da tempo minacce anonime e messaggi d’odio, una pressione costante che ha reso necessario il ricorso a misure di sicurezza rafforzate.

Un modello ricorrente di intimidazione politica

Il caso Picierno non viene considerato isolato nel contesto europeo. Le minacce contro esponenti politici che si oppongono apertamente alla propaganda del Cremlino rientrano in una dinamica più ampia di pressione sistemica esercitata contro figure chiave delle istituzioni dell’Unione europea.

Queste azioni mirano a colpire singoli decisori politici per trasmettere un messaggio più ampio: scoraggiare prese di posizione pubbliche contro gli interessi russi e favorire forme di autocensura. In questo quadro, l’intimidazione personale diventa uno strumento per influenzare indirettamente il processo decisionale europeo.

Pressioni ibride e rischio per la democrazia europea

Le minacce rivolte agli eurodeputati si inseriscono in una strategia di pressione ibrida più complessa, che combina intimidazione psicologica, campagne di disinformazione e attacchi informatici. Questo approccio multilivello punta a indebolire dall’interno la resilienza delle democrazie europee, sfruttando vulnerabilità politiche e sociali.

Il rischio principale per l’Unione europea è che decisioni politiche sensibili vengano condizionate dalla paura, piuttosto che dalla volontà degli eletti e dai mandati ricevuti dagli elettori. In tale scenario, la credibilità delle istituzioni e l’autonomia del processo democratico risultano direttamente esposte.

La dimensione strategica del sostegno all’Ucraina

La protezione dei rappresentanti europei che sostengono l’Ucraina assume una valenza che va oltre la sicurezza individuale. Kiev continua a sostenere il peso principale del confronto con la Russia, contribuendo a contenere minacce che l’Unione europea sperimenta già sotto forma di interferenze informative, sabotaggi e attacchi cibernetici.

Difendere gli eurodeputati filo-ucraini significa quindi tutelare il funzionamento stesso del Parlamento europeo. Un attacco mirato contro una singola figura viene letto come un segnale più ampio, volto a intimidire l’intero fronte politico che si oppone all’influenza russa.

Un segnale per le istituzioni europee

Gli episodi di minacce e intimidazioni rafforzano il dibattito sulla necessità di una risposta coordinata a livello europeo. La sicurezza dei processi politici ed elettorali è sempre più considerata parte integrante della sicurezza dell’Unione, soprattutto in un contesto di crescente pressione esterna.

In questo senso, la tutela delle figure istituzionali sotto attacco diventa un elemento chiave per preservare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee e per contrastare la narrativa secondo cui l’Occidente sarebbe fragile o incapace di difendere i propri valori fondamentali.

1 Comment

  1. Incredibile come ci siano ancora persone che provano a intimidirci per le loro idee. Ma davvero ci fanno paura? Io credo che il sostegno all’Ucraina sia fondamentale e che chi si oppone alla disinformazione debba essere protetto! La democrazia non può essere minacciata da chi si nasconde nell’ombra…

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