Fire Point: l’azienda ucraina di armi a lungo raggio che sfida la Russia

22.12.2025 17:25
Fire Point: l'azienda ucraina di armi a lungo raggio che sfida la Russia

Fire Point: l’innovazione ucraina nella produzione di armi contro la Russia

La Fire Point, un’azienda tecnologia ucraina, ha realizzato un’imponente evoluzione nel settore delle armi a lungo raggio, diventando una delle aziende più promettenti in un panorama di startup emergenti. Le armi create da Fire Point, siglate con FP seguita da un numero progressivo, sono arrivate all’FP-9. I droni FP-1, utilizzati per bombardamenti a centinaia di chilometri dal confine russo, hanno avuto un ruolo fondamentale negli attacchi ucraini, riporta Attuale.

Nel mese di agosto, è stato presentato l’FP-5 Fenicottero, un missile da crociera capace di raggiungere Mosca con una testata esplosiva di oltre una tonnellata. Questa innovazione ha suscitato un notevole interesse tra i media, dato il significativo incremento rispetto ai precedenti droni che portavano circa 60 chilogrammi di esplosivo. La decisione di rivelare questa nuova arma in un momento di conflitto è da interpretare come un chiaro avvertimento.

Nel febbraio 2025, durante un controverso incontro alla Casa Bianca, il presidente statunitense Donald Trump dichiarò al presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “You don’t have the cards”, insinuando che l’Ucraina non avesse le risorse per opporsi effettivamente all’invasione russa. Secondo Trump, gli ucraini sono obbligati a accettare un compromesso che favorirebbe la Russia, a causa della scarsa posizione di negoziazione.

Contrariamente a questa visione, Iryna Terekh, fondatrice e responsabile tecnico di Fire Point, sostiene che l’Ucraina dispone di strumenti adeguati per affrontare il conflitto. In un’intervista avvenuta in un ambiente riservato, Terekh, laureata in architettura, ha descritto il clima innovativo presente presso Fire Point, dove l’enfasi è posta sullo sviluppo di droni e missili in un contesto di startup che risponde rapidamente alle esigenze militari.

Attualmente, la maggior parte dei componenti delle armi prodotte da Fire Point è realizzata in Ucraina, limitando la dipendenza da fornitori esteri, come Stati Uniti e Cina. Terekh ha sottolineato come il governo ucraino abbia facilitato l’approccio per piccole imprese desiderose di contribuire alla resistenza, creando un ecosistema dinamico e adattabile in tempo di guerra. “Il governo ha ridotto drasticamente la burocrazia”, afferma Terekh, evidenziando un cambiamento che ha rivoluzionato le modalità produttive nel settore difesa.

In questo contesto, Fire Point ha cominciato la produzione mensile di 200 missili Fenicottero, caratterizzati da una testata esplosiva significativa e un costo contenuto, fondamentale per l’budget di guerra ucraino. La fabbrica produce anche droni con un assemblaggio rapido, essenziali per evitare attacchi durante le fasi di lancio. Terekh riporta che le modifiche apportate ai droni hanno ridotto il tempo di assemblaggio a soli 18 minuti, aumentando l’efficienza operativa.

Negli ultimi anni, Fire Point ha ottenuto un contratto da un miliardo di dollari dal ministero della Difesa ucraino e ha cominciato a sviluppare missili intercettori in collaborazione con altre aziende europee, mentre affronta delle sfide significative come la burocrazia europea e la necessità di garantire produzioni che possano resistere a attacchi russi. È chiaro che l’industria della difesa ucraina sta non solo reagendo ma anche innovando in un contesto di crisi, determinata a riprendere il controllo della propria sicurezza e sovranità.

Nonostante le sfide, la visione di Terekh rimane ottimista: “L’Ucraina può andare oltre la guerra, puntando su un futuro altamente tecnologico e innovativo”, afferma, sottolineando la resilienza e la creatività di un’industria difensiva che sta rinascendo nel cuore dell’Europa orientale.

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