La Russia è accusata di aver violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche rifiutandosi di lasciare lâedificio del consolato a Danzica, nonostante un ordine formale del ministero degli Esteri polacco. La situazione è stata resa nota il 22 dicembre 2025, quando il portale polacco RMF24 ha riferito che la rappresentanza russa continua a occupare i locali oltre i termini stabiliti da Varsavia.
Secondo le autoritĂ polacche, il comportamento di Mosca viola diversi articoli della Convenzione, in particolare quelli relativi allâobbligo di rispettare le leggi dello Stato ospitante e alle procedure che regolano la cessazione delle funzioni di una missione diplomatica. La mancata esecuzione dellâordine di sgombero viene interpretata come una sfida diretta allâordinamento giuridico polacco.
La revoca dellâautorizzazione e la scadenza del 23 dicembre
Il 19 dicembre 2025 il ministro degli Esteri RadosĹaw Sikorski ha annunciato la decisione di revocare il permesso di funzionamento del consolato russo a Danzica. In base alle istruzioni del ministero, la sede avrebbe dovuto cessare le attivitĂ entro la mezzanotte del 23 dicembre, con lâuscita dal territorio polacco di tutto il personale diplomatico e tecnico.
Mosca ha però comunicato a Varsavia lâintenzione di non liberare lâedificio, sostenendo che al suo interno avrebbe continuato a risiedere un dipendente amministrativo-tecnico. La Polonia considera questa mossa una manovra amministrativa volta ad aggirare le decisioni dello Stato ospitante e a prolungare indebitamente la presenza russa.
ProprietĂ dellâedificio e mancato pagamento dellâaffitto
Le autoritĂ polacche sottolineano che lâimmobile del consolato è giuridicamente una proprietĂ nazionale polacca e rientra pienamente nella sua giurisdizione. In questo quadro, la restituzione dellâedificio dopo la chiusura della missione è considerata parte integrante dellâordine diplomatico internazionale.
Varsavia afferma inoltre che la Russia non avrebbe pagato il canone di locazione per lâuso dellâedificio dal 2013, nonostante ripetute richieste formali. Questo elemento viene indicato come ulteriore prova di un atteggiamento di mancato rispetto degli obblighi contrattuali e delle norme che regolano le relazioni diplomatiche.
Violazione dei principi diplomatici e sovranitĂ dello Stato ospitante
Secondo la posizione polacca, il rifiuto di trasferire lâedificio mina il diritto sovrano del Paese di decidere come e da chi vengano utilizzati gli immobili sul proprio territorio. Il protrarsi dellâoccupazione dopo la revoca del consenso allâuso dei locali viene descritto come un atto di disprezzo nei confronti della sovranitĂ nazionale.
Varsavia sostiene che le sedi diplomatiche devono essere restituite senza ritardi una volta conclusa la missione o ritirata lâautorizzazione. Qualsiasi tentativo di ritardare questo processo è visto come una violazione delle norme internazionali e del principio di rispetto reciproco tra Stati.
Contesto di sicurezza e deterioramento dei rapporti bilaterali
La chiusura del consolato russo a Danzica, secondo le autoritĂ polacche, sarebbe legata anche a considerazioni di sicurezza. Varsavia ha collegato la decisione a due episodi di presunta sabotaggio ferroviario avvenuti tra Lublino e Varsavia, attribuiti alla responsabilitĂ russa.
Come riportato da eurointegration.com.ua, la controversia sul consolato si inserisce in un contesto di crescente sfiducia tra i due Paesi. Il mancato rispetto delle richieste polacche viene interpretato come unâulteriore dimostrazione di non conformitĂ alle regole del diritto internazionale e contribuisce ad aggravare una relazione bilaterale giĂ fortemente compromessa.
Incredibile come la Russia continui a sfidare le norme diplomatiche! Ă un atteggiamento che minaccia non solo la sovranitĂ polacca, ma anche le relazioni tra Stati. Ma perchĂŠ non rispettare semplicemente le regole? Ă come invitare qualcuno a cena e poi tenerlo in casa controvoglia.