L’imprenditore 50enne Gianpaolo Tarantini ha recentemente chiuso un capitolo difficile della sua vita dopo sedici anni di battaglie legali legate allo scandalo delle escort, dichiarando di non provare vergogna. «Avevo la fila di persone che volevano andare da lui. A quelle feste manderei le mie figlie, non c’era niente di male», riporta Attuale.
Dopo il suo iter giudiziario, che include 29 giorni di carcere, 11 mesi agli arresti domiciliari e 5 anni di affidamento ai servizi sociali per favoreggiamento della prostituzione, Tarantini continua a sostenere che tutte le ragazze coinvolte erano consenzienti. «Tutti sapevano cosa stava accadendo, erano consenzienti», ha ribadito, cercando di giustificare la sua posizione e affermando che «si trattava di rabbia, volevano abbattere Berlusconi». Nel suo racconto, evidenzia come avesse una lista di persone, tra cui imprenditori e politici, desiderose di incontrare l’ex presidente del Consiglio, definendo quelle serate come una sorta di celebrazione piuttosto che uno sfruttamento. Tarantini sostiene che nessuna donna si sia mai sentita costretta o utilizzata. “Chiunque abbia avuto una relazione con il presidente ne usciva soddisfatta”, ha aggiunto, spostando l’attenzione sulle dinamiche di potere e la percezione pubblica dell’allora premier.
La difesa di Tarantini: «Nessuna ragazza è stata usata, erano soddisfatte»
Secondo Tarantini, il fascino di Berlusconi risiedeva nel suo carisma unico e nella sua capacità di attrarre persone da ogni ambito. «Avevo la fila di persone che volevano venire da Berlusconi», ha ripetuto, e ha descritto le sue interazioni con l’ex premier in termini positivi: “Ho ricevuto attenzioni che non mi aspettavo”, raccontando che Berlusconi lo contattava regolarmente per chiedere notizie durante la malattia di sua madre. La sua ammirazione è tale che Tarantini si è detto presente ai funerali di Berlusconi, sebbene in forma anonima: «C’ero, ma ero nascosto», ha dichiarato.
Le ragazze alle feste: «Manderei le mie figlie, non c’era nulla di volgare»
Nell’intervista, Tarantini ha poi riflettuto sull’impatto delle sue azioni sulle donne coinvolte, chiedendo scusa pubblicamente per il dolore provocato alle loro famiglie e reputazioni. Tuttavia, ribadisce che non c’era nulla di inadeguato nelle feste: “Non c’era nulla di non elegante, nulla di volgare”, e, se le si proponesse di partecipare a una cena simile, sarebbe disposto a consentir loro senza esitazione. “Sa qual è una delle cose che mi pesa di più? Che per colpa nostra in molte hanno passato dei guai, in famiglia, nell’immagine pubblica. Per questo mi dispiace e chiedo scusa”.