Raid americano in Nigeria: colpiti jihadisti a Natale
La sera di Natale, un’esplosione ha scosso il villaggio di Jabo, nello Stato di Sokoto, nel Nord della Nigeria. Gli abitanti, inizialmente convinti che si trattasse di un attacco da parte del gruppo armato locale Lakurawa, sono stati sorpresi nell’apprendere che si trattava di un’operazione anti-terrorismo condotta dagli Stati Uniti. Haruna Kallah, un residente, ha dichiarato: «Ho sentito un forte rumore che ha fatto tremare le nostre case». Un altro abitante, Umar Jabo, ha smentito l’esistenza di combattenti dell’Isis nella zona, affermando: «Qui a Jabo viviamo in pace e non c’è alcun conflitto tra noi e i cristiani», riporta Attuale.
La notizia dell’attacco ha suscitato molta curiosità, spingendo numerosi residenti a recarsi sul luogo dell’esplosione. Le immagini di detriti in fiamme sono circolate sui social, scatenando dibattiti sull’efficacia dell’operazione. L’ex presidente Donald Trump ha definito i raid «attacchi perfetti» e ha motivato l’intervento, citando la necessità di “difendere gli innocenti cristiani”, citando un livello di violenza mai visto da anni.
Secondo un funzionario militare americano anonimo che ha parlato con il New York Times, il raid ha colpito più località con oltre una dozzina di missili da crociera Tomahawk lanciati da una nave della Marina nel Golfo di Guinea. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli sul numero di vittime o sui bersagli specifici colpiti durante l’operazione.
Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha accennato a ulteriori blitz e ha espresso gratitudine per il supporto d’intelligence fornito dal governo nigeriano. Trump ha accusato le autorità nigeriane di inattività nella protezione dei cristiani dagli attacchi jihadisti. In un’intervista a Politico, ha rivelato che l’attacco era inizialmente programmato per mercoledì, ma è stato rimandato: «Facciamogli un regalo di Natale. Li abbiamo colpiti duramente».
Il governo di Abuja ha scelto di collaborare per evitare azioni unilaterali da parte degli Stati Uniti, pur rifiutandosi di inquadrare la violenza del paese solo in termini di persecuzione religiosa, una narrazione spesso utilizzata dalla destra cristiana negli Stati Uniti.
In realtà, la Nigeria affronta una complessità di crisi: bande armate nel Nord-Ovest sono coinvolte in rapimenti di massa e attacchi a scopo di estorsione, colpendo tanto comunità musulmane quanto cristiane. Al Nord-Est, Boko Haram e il suo ramo Iswap continuano a essere una minaccia. Quest’anno, la stima è di 12.000 vittime, secondo Armed Conflict Location.
Nonostante le controversie, molti nigeriani sembrano aver accolto con favore l’attacco americano. La scrittrice nigeriana Adaobi Tricia Nwaubani ha affermato: «C’è sollievo, finalmente si sta facendo qualcosa contro questi terroristi che tengono sotto controllo intere parti del Paese. Con il coinvolgimento degli Stati Uniti, i terroristi saranno sicuramente un po’ più preoccupati di prima». Inoltre, c’è speranza che la cooperazione con gli Stati Uniti possa portare alla rimozione della Nigeria dalla lista dei divieti di viaggio redatta da Trump.