Il conflitto in Ucraina continua: tensioni diplomatiche e strategiche sul Donbass
Le trattative di pace tra Mosca e Kiev sono dominate dall’attenzione sul Donbass, un’area militarmente strategica e attualmente oggetto di contesa. La guerra, ormai in corso dal 2014, ha visto il bacino minerario di Donetsk e Lugansk diventare un punto focale delle operazioni militari e diplomatiche in corso, riporta Attuale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre si dirige verso Mar-a-Lago per colloqui con Donald Trump, è sottoposto a pressioni affinché ceda parte della regione di Donetsk controllata da Kiev, che rappresenta circa il 20%. Tuttavia, le motivazioni per cui Zelensky rifiuta di capitolare sono molteplici.
Un aspetto militare è cruciale: le forze ucraine mantengono il controllo della cintura delle fortezze, una linea di difesa che si estende da Sloviansk a Kostjantynivka, impedendo ai russi di avanzare verso ovest. Di recente, il capo di stato maggiore ucraino, Oleksander Sirsky, ha ordinato il ritiro delle truppe da Siversk, una mossa strategica per preservare vite umane. Anche se i russi hanno fatto progressi, la strada verso la vittoria è ancora irta di ostacoli.
L’offensiva russa su Pokrovsk, città chiave del Donbass, è iniziata la scorsa estate e continua senza successo. Le forze russe, nonostante infiltrazioni, non sono riuscite a controllare la zona o a interrompere le linee di rifornimento, rimanendo bloccate nell’avanzata verso Dnipro.
Nel corso dei colloqui con Trump, Zelensky ha messo in evidenza le capacità difensive del suo esercito e l’efficacia dei droni di fabbricazione ucraina, sottolineando che le operazioni contro le infrastrutture russe continuano ininterrottamente dal 2022, nonostante la diminuzione degli aiuti internazionali. La situazione alla frontiera, dunque, rimane in stallo.
Ciò che accade sul campo influisce inevitabilmente sui negoziati: secondo il quotidiano moscovita Kommersant, Putin sta considerando uno scambio territoriale, ma la sua insistenza sull’intera acquisizione del Donbass è chiara. I russi sono ancora ben lontani dal controllare ciò che è necessario per completare questa richiesta.
Zelensky ha anche menzionato la possibilità di un referendum su concessioni territoriali, ma è consapevole che la maggioranza degli ucraini si opporrebbe a tale proposta, specialmente in un contesto di rinuncia per l’ingresso nella NATO. Un recente sondaggio rivela che la maggior parte degli ucraini considera l’adesione alla NATO e all’Unione Europea come prioritaria.
Il prolungamento dello stallo diplomatico è palpabile. Zelensky ha avvertito dell’opportunità che i russi possano tentare di legittimare un eventuale voto degli ucraini in Russia, un tentativo di delegittimare ulteriormente le autorità di Kiev. Questa mossa è vista come l’ennesimo bluff russo per ostacolare un accordo, in cui gli ucraini e gran parte degli europei sono riluttanti a cadere.