Il Ministro Piantedosi sul finanziamento del terrorismo in Italia
Roma, 29 dicembre 2025 – Il ministro Piantedosi, responsabile della sicurezza nazionale, ha espresso preoccupazione riguardo alla questione Hamas e ai finanziamenti italiani al terrorismo in un’intervista al nostro giornale. Ha messo in evidenza la gravità della situazione, sottolineando che ci troviamo di fronte a una realtà che si annida nei movimenti ProPal, all’interno di una zona grigia, pericolosa e minoritaria. Secondo lui, il terrorismo è un fenomeno ben conosciuto, capace di infiltrarsi in piazze, partiti e movimenti, simile a quanto avvenuto con le Brigate Rosse negli anni ’70, riporta Attuale.
Questa zona grigia presenta confini incerti e ha bisogno di un attento controllo da parte degli apparati di sicurezza, insieme all’autocontrollo di coloro che combattono legittimamente per cause giuste. Sono necessari sforzi anche da parte di chi si dedica alla lotta contro il terrorismo.
Le autorità giudiziarie hanno svolto un ruolo cruciale nell’individuare un tesoretto milionario pro Hamas, ma il loro approccio solleva interrogativi. Quando affermano che “i fatti emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese dopo il 7 ottobre”, e intrecciano un commento anti-Israele con il loro operato, oltrepassano i confini della correttezza istituzionale, collocandosi anch’essi ai margini della zona grigia. Questo tipo di discorso, che sembra attenuare le responsabilità di Hamas, è allarmante.
Un tale equilibrio è insidioso e deve essere evitato nelle valutazioni dei magistrati e monitorato con attenzione nei discorsi politici. La zona grigia ha una sola doppia via di uscita: può sia contenere l’ardore delle passioni sia alimentare la violenza, spingendo verso il buco nero del terrorismo.
Ma stiamo scherzando? È allarmante pensare che ci siano ancora zone grigie che permettono il finanziamento del terrorismo. Non possiamo permettere che la politica si mescoli con la violenza e la propaganda, i giochi di parole non servono a nulla. È ora di agire seriamente!