Incontro tra Trump e Netanyahu per discutere il futuro della Striscia di Gaza

29.12.2025 18:15
Incontro tra Trump e Netanyahu per discutere il futuro della Striscia di Gaza

Incontro tra Trump e Netanyahu: strategia in gioco per la Striscia di Gaza

Lunedì sera, Donald Trump incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per la sesta volta da quando è tornato presidente degli Stati Uniti all’inizio di quest’anno. Nessun altro leader ha avuto così tanti incontri con Trump e, in questa occasione, Netanyahu cercherà di riottenere il suo sostegno, riporta Attuale.

L’incontro avrà luogo a Mar-a-Lago, la residenza di Trump in Florida, dove domenica ha accolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La motivazione principale di questo incontro è legata agli Stati Uniti che intendono procedere con la seconda fase del loro piano per il futuro della Striscia di Gaza, un processo che al momento è in stallo a causa delle resistenze del governo israeliano. Ci sono segnali che Trump stia perdendo la pazienza e il compito di Netanyahu sarà quello di recuperare il suo supporto.

Sebbene i dettagli della “fase due” del piano per la conclusione della guerra nella Striscia siano ancora nebulosi, Trump desidera convocare a gennaio la prima riunione del Consiglio di Pace, un organismo che dovrebbe supervisionare il rispetto dell’accordo e garantire la presenza di un contingente internazionale di truppe. Attualmente, né il contingente né il Consiglio di Pace sono stati istituiti. Trump è molto interessato a presentarsi come un pacificatore, e parte della sua amministrazione considera Netanyahu un ostacolo a questa narrazione.

Israele, di contro, sembra intenzionato a mantenere lo status quo a Gaza, attenendosi alla prima fase del piano avviato a ottobre, caratterizzata da un cessate il fuoco, il ritiro parziale dell’esercito israeliano dalla Striscia e un aumento degli ingressi di beni essenziali. Nonostante il cessate il fuoco, Israele continua a militarizzare oltre la metà della Striscia e non ha mai realmente interrotto gli attacchi contro la popolazione palestinese.

Nella “fase due”, l’esercito israeliano dovrebbe ritirarsi completamente dalla Striscia e Hamas è chiamato a disarmarsi. Tuttavia, questo punto è problematico, poiché il gruppo non ha mai accettato di farlo e non sono chiari tempi e modalità. Il governo israeliano avverte che potrebbe intervenire con la forza per disarmare Hamas, il che porterebbe a una ripresa della guerra, una situazione indesiderata per gli Stati Uniti.

Netanyahu, in vista dell’incontro, desidera presentarsi in Florida con una concessione significativa: la riapertura del varco di Rafah, l’unico ponte terrestre tra la Striscia e l’Egitto, chiuso da maggio 2024. Inizialmente, il governo israeliano aveva previsto la riapertura del varco in un solo senso, da Gaza verso l’Egitto, ma tale attuazione non si è materializzata, mentre si sono opposti anche membri dell’estrema destra israeliana, alleati di Netanyahu.

In aggiunta, l’estrema destra ha generato ulteriori tensioni nei rapporti fra Israele e Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha ripetutamente criticato le aspirazioni degli estremisti religiosi di annettere la Cisgiordania, attraverso l’espansione delle colonie, con l’ultima approvazione di nuovi insediamenti avvenuta solo una settimana fa.

Le divergenze nei rapporti tra Israele e Stati Uniti si estendono anche alle operazioni in Libano e Siria. Nonostante il cessate il fuoco con Hezbollah, Israele ha continuato a condurre attacchi aerei in Libano, giustificandoli con l’inadeguatezza del disarmo concordato. Allo stesso modo, le incursioni in Siria continuano, nonostante i recenti tentativi di normalizzare le relazioni con il nuovo presidente del paese, Ahmed al Sharaa.

Nei preparativi per il summit, Netanyahu intende discutere con Trump la possibilità di nuovi attacchi contro l’Iran, dopo i conflitti estivi. Di recente, un video con intelligenza artificiale ha mostrato Netanyahu e Trump su un bombardiere, sottolineando i preparativi per operazioni future.

L’incontro avviene in un momento critico per Netanyahu, sotto accusa per corruzione in diverse inchieste e in attesa di una possibile grazia da parte del presidente israeliano, Isaac Herzog. La richiesta di grazia è stata ribadita da Netanyahu stesso, che si trova a fronteggiare anche una potenziale perdita di maggioranza alle prossime elezioni nel 2026.

Infine, i media israeliani hanno notato con interesse che Netanyahu ha effettuato questo viaggio senza una delegazione di giornalisti e senza impegni pubblici previsti per martedì, suggerendo che l’incontro con Trump potrebbe non essere l’unico di questa sosta negli Stati Uniti.

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