Dario Parrini (Pd): “I tribunali italiani hanno bisogno di attenzione su questioni fondamentali”

30.12.2025 03:45
Dario Parrini (Pd): "I tribunali italiani hanno bisogno di attenzione su questioni fondamentali"

Contenzioso sul referendum costituzionale in Italia: le parole del senatore Dario Parrini

Roma, 30 dicembre 2025 – Il senatore Dario Parrini, vicepresidente del Partito Democratico della Commissione Affari Costituzionali, ha sollevato interrogativi sul motivo del contenzioso riguardante la data del referendum costituzionale. “Dal primo referendum del 2001, esiste la consuetudine di concedere tutto il tempo possibile a chi si oppone a una norma approvata dalla maggioranza. Anche se può sembrare una questione di forma, rappresenta una sostanza democratica”, riporta Attuale.

Parrini ha sottolineato che il governo sembra aver rallentato il processo, in parte a causa di una raccolta di firme popolari in corso, il che potrebbe ledere il diritto di contestazione. “È nell’interesse del governo non vanificare una prassi consolidata, evitando di mettere in imbarazzo il capo dello Stato, che deve firmare il decreto per l’indizione del referendum. Maggiore è il garantismo verso le minoranze, più forte è la democrazia. È dannoso forzare un bene comune come la Costituzione”, ha aggiunto, criticando le recenti azioni legislative, in particolare quelle di Nordio, che hanno impedito al Parlamento di apportare modifiche.

Il senatore ha poi fatto riferimento a errori commessi dal centrosinistra nel 2001 e nel 2016, evidenziando che spostare i fondamenti costituzionali con maggioranze parlamentari, in un contesto di alta astensione, rappresenta un rischio significativo. “Dobbiamo rivedere l’articolo 138 e comprendere che è necessario cercare un consenso più ampio, poiché la collaborazione con i due terzi non rappresenta solo un’opzione, ma deve diventare la via politica principale e giusta”, ha affermato.

Infine, ha parlato dell’intenzione di concentrare il potere nelle mani della maggioranza, distorcendo l’indipendenza della magistratura. Secondo Parrini, ciò rappresenta una minaccia per l’equilibrio tra i poteri dello Stato. “Le riforme attuali, che si concentrano sul potere esecutivo e sulla legge elettorale, mettono a repentaglio le delicate dinamiche di equilibrio nel sistema costituzionale”, ha concluso, evidenziando anche i limiti delle riforme sul potere dei pubblici ministeri, che non affrontano le carenze esistenti nel sistema giudiziario italiano.

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