Gaza, l’Unicef segnala sei bambini morti a causa delle condizioni climatiche estreme

01.01.2026 00:45
Gaza, l'Unicef segnala sei bambini morti a causa delle condizioni climatiche estreme

L’UNICEF: «Sei bambini morti per condizioni meteo»

L’UNICEF ha espresso profonda tristezza per la morte evitabile di Ata Mai, un bambino di sette anni, annegato il 27 dicembre durante una grave alluvione in un campo per sfollati interni a Sudaniyeh, a nord-ovest di Gaza City. Questo rappresenta l’ultimo caso di morte di un bambino a Gaza a causa delle improvvise condizioni invernali e della mancanza di rifugi sicuri, riporta Attuale.

Altri cinque bambini hanno perso la vita a dicembre a causa delle difficili condizioni meteo.

Ata viveva in un campo composto da 40 tende che accoglievano famiglie sfollate e ha subito gli effetti devastanti di piogge prolungate, forti venti e temperature gelide, esponendo le famiglie a rischi elevati. Scomparso nel pomeriggio, il suo corpo è stato rinvenuto solo ore dopo nonostante intense operazioni di ricerca e soccorso supportate da macchinari pesanti. I suoi fratelli hanno tutti meno di dieci anni e la famiglia aveva già affrontato la perdita della madre durante il conflitto. L’UNICEF sta fornendo attualmente assistenza essenziale alla famiglia.

Questa tragedia mette in evidenza l’estrema vulnerabilità dei bambini nelle zone più colpite di Gaza, dove la quasi totale distruzione delle abitazioni e delle infrastrutture idriche e fognarie ha costretto le famiglie a vivere in condizioni precarie. Le intense piogge, i venti forti e le basse temperature hanno colpito circa 100.000 famiglie che vivono in rifugi improvvisati, già a rischio ancor prima dell’arrivo di ulteriori previsioni di maltempo. Le condizioni attuali sono destinate a peggiorare.

Le équipe che hanno valutato la situazione nei campi per sfollati hanno riportato condizioni spaventose che nessun bambino dovrebbe affrontare, con molte tende distrutte o completamente crollate.

L’aumento delle piogge sta peggiorando ulteriormente la crisi, aumentando la necessità di carburante per il pompaggio delle acque reflue e il drenaggio delle acque piovane. Ad esempio, il livello della laguna di Sheikh Radwan è salito da 1,8 a 2,2 metri, richiedendo 7.000 litri di carburante al giorno per evitare straripamenti.

1 Comments

  1. Tragedie come queste fanno venire i brividi… Non si può immaginare la sofferenza che questi bambini devono affrontare. Ma che fine ha fatto l’umanità? Siamo sempre più indifferenti a queste situazioni. È straziante sapere che mentre noi ci lamentiamo per la pioggia, altri perdono la vita per mancanza di aiuto e sicurezza.

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