Incendio mortale a Crans-Montana: 40 vittime e 119 feriti
Un grave incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di 119 altri. Secondo la procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, l’incendio sarebbe stato quasi sicuramente innescato da candele pirotecniche posizionate su bottiglie di champagne. Nei video della serata, diffusi online, si osserva come le scintille generate dalle candele abbiano avuto contatto con il soffitto rivestito da pannelli fonoassorbenti, riporta Attuale.
Pilloud ha confermato che i due proprietari del locale sono stati interrogati, mentre l’indagine si concentra sulla possibilità di negligenza. In caso affermativo, si valuteranno le responsabilità penali per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni. In aggiunta, gli investigatori stanno esaminando i materiali da costruzione e le misure di sicurezza del locale, comprese le uscite di emergenza e la capienza massima, ma non sono riusciti a determinare quanti clienti si trovassero all’interno al momento dell’incendio.
Il rogo è iniziato intorno all’1:30 del 1° gennaio nel seminterrato del locale Le Constellation, affollato da giovani tra i 16 e i 30 anni. In breve tempo, le fiamme si sono propagate velocemente e i clienti sono rimasti bloccati sulla scala mentre tentavano di sfuggire. Le autorità svizzere hanno confermato, in una conferenza stampa, il numero attuale di vittime e la gravità delle ferite riportate da altri 119.
L’identificazione delle vittime è complessa a causa dei danni causati dalle fiamme. Il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, ha riferito che sono state identificate 113 delle persone ferite: 71 svizzere, 14 francesi, 11 italiane, 4 serbe, 1 bosniaca, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacca, 1 portoghese e 8 altre le cui nazionalità devono ancora essere confermate.
Nei giorni successivi, la Federazione Italiana Golf ha annunciato la morte di Emanuele Galeppini, un ragazzo di 17 anni di Genova, ma il ministero degli Esteri italiano non ha confermato la notizia, sottolineando l’attesa per i risultati del test del DNA.
Il presidente del Consiglio di Stato del canton Vallese, Mathias Reynard, ha comunicato che 50 dei feriti più gravi saranno trasferiti in ospedali di altri Paesi limitrofi, inclusa l’Italia. I feriti italiani sono attualmente assistiti negli ospedali svizzeri e presso l’ospedale Niguarda di Milano, specializzato nel trattamento delle ustioni. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha riferito che il trasporto di quattro pazienti è previsto entro oggi, condizionato dalle condizioni climatiche, mentre altri sei rimangono in condizioni critiche e non possono essere trasferiti.
Del gruppo di sei italiani dispersi, i cui nomi sono stati pubblicati da vari media, non sono state fornite conferme ufficiali per motivi di riservatezza. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, giunto a Crans-Montana, ha assicurato che le autorità svizzere forniranno a tempo debito l’identità delle vittime.
Nel frattempo, molti genitori continuano a cercare notizie sui figli di cui non hanno avuto più notizie, alcuni affrontando viaggi verso Crans-Montana, mentre altri si mettono in contatto con gli ospedali riguardo ai ricoveri. Familiari e amici di persone scomparse hanno iniziato a condividere foto online e a lanciare appelli attraverso i media per ottenerne traccia.
Crans-Montana, situata a 1.500 metri sulle Alpi Svizzere, è una nota località sciistica, famosa per le sue piste che si estendono per 140 chilometri e raggiungono il ghiacciaio Plaine Morte.