La nuova dottrina “Donroe” di Trump e l’impatto geopolitico sulle crisi globali

05.01.2026 18:55
La nuova dottrina "Donroe" di Trump e l'impatto geopolitico sulle crisi globali

La Geopolitica dell’Intervento in Venezuela

ROMA – Le riserve di petrolio in Venezuela ammontano a 304 miliardi di barili, rendendole le maggiori al mondo, e questo spiega molto. Tuttavia, l’attacco a Caracas rappresenta l’ennesimo capitolo di una storia già conosciuta, in cui le risorse energetiche giustificano gli interventi delle potenze straniere, ma questa lettura è incompleta, riporta Attuale.

Il governo Trump ha chiarito l’esistenza di una “ragione geopolitica” che molti considerano nuova, ma le cui radici affondano nel passato. L’idea che il mondo operi secondo il principio della legge del più forte ha radici storiche profonde. Organizzazioni internazionali e il diritto internazionale, emersi dopo le due guerre mondiali, hanno cercato di temperare il rigore della “verità effettuale” e rendere il mondo più ordinato.

Siamo forse entrati in una fase nuova? Il ritorno prepotente degli Stati, soprattutto delle grandi potenze, come attori principali della politica internazionale, denota un cambiamento essenziale con la forza che riprende il suo ruolo nei conflitti. La fine della Guerra Fredda non ha portato a una vera “fine della Storia”, ma ha frammentato gli spazi geopolitici, riattivando la competizione tra blocchi e la dura legge della giungla.

Continuare a invocare il diritto internazionale, come se avesse una forza autonoma, equivale a confondere il linguaggio con il potere. Lo vediamo quotidianamente, dall’Ucraina al Medio Oriente fino al Venezuela. Le istituzioni internazionali, richiamate più per abitudine che per convinzione, restano sullo sfondo, mentre le decisioni su guerra e pace si prendono altrove, dove realmente contano.

La crisi venezuelana non è un’eccezione, ma un chiaro segnale. L’efficacia, piuttosto che l’equilibrio, guida le scelte geopolitiche, generando risultati immediati e coerenti con strategie di potenza. Non ci sono differenze tra le dittature di Cina e Russia e la democrazia americana, la quale nel 2026 celebrerà 250 anni. Si intravede una “dottrina di Monroe” rielaborata, che Trump ha definito dottrina “Donroe”: l’America agli americani, ignorando i cinesi che hanno aumentato l’interscambio con il Sudamerica di venticinque volte in vent’anni.

Con missili e elicotteri Chinook, il Venezuela è oggi nel mirino, ma domani potrebbero essere la Colombia o la Groenlandia, rivendicata dal tycoon “per ragioni di difesa”, senza considerare che appartiene ancora a un alleato danese. Riguardo alla vecchia, impotente Europa, sembra quasi non valga nemmeno la pena parlarne, se non come del classico vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro.

(Paolo Giordani – Presidente Istituto Diplomatico Internazionale)

1 Comment

  1. Incredibile! Siamo sempre più a vedere come le grandi potenze trattano le nazioni solo come pedine in un gioco. L’idea che il diritto internazionale possa fermare la violenza è pura utopia. A volte mi chiedo se l’Europa abbia voce in capitolo o se sia solo un osservatore… triste ma vero.

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